Quando la barca di legno scivola sull'acqua ferma del lago Phewa all'alba, il riflesso delle vette innevate dell'Annapurna appare così nitido da sembrare un secondo cielo capovolto. Siamo a Pokhara, città nel cuore del Nepal occidentale, e questo specchio d'acqua dolce è il secondo lago più grande del paese, con una superficie di circa 4,43 chilometri quadrati e una profondità massima che raggiunge i 24 metri. Non è un dato astratto: lo si percepisce fisicamente quando ci si allontana dalla riva a remi e la città scompare dietro una cortina di colline verdi.
Il lago si trova a circa 800 metri di altitudine, nella valle di Pokhara, e la sua posizione geografica privilegiata lo rende uno dei pochi luoghi al mondo dove è possibile osservare, in condizioni di cielo sereno, una catena himalayana — tra cui il Machhapuchhre, la montagna dalla forma di coda di pesce sacra agli induisti e ancora inviolata — riflessa direttamente sulle acque di un lago navigabile. Questa combinazione visiva è concreta, non retorica, e chi arriva in mattinata con un po' di fortuna meteorologica la sperimenta in modo immediato.
Il tempio sull'isola e la devozione quotidiana
Al centro del lago sorge una piccola isola su cui è edificato il Tal Barahi Temple, un tempio induista a due piani dedicato alla dea Barahi, una manifestazione della divinità Durga. Il tempio è raggiungibile solo in barca — le imbarcazioni a remi si noleggiano lungo la riva lakeside per cifre modeste, generalmente intorno ai 500-700 rupie nepalesi all'ora — e rappresenta uno dei luoghi di culto più frequentati di Pokhara. Ogni giorno, specialmente nel fine settimana, famiglie di devoti locali attraversano il lago portando offerte di fiori, riso e incenso. L'atmosfera non è quella di un sito turistico: è un luogo di pratica religiosa viva, dove i turisti sono benvenuti ma devono togliersi le scarpe prima di entrare nell'area del tempio.
L'isola è piccola — ci si gira in pochi minuti — ma la sua posizione al centro del lago la rende visivamente potente. Guardando verso nord dalla riva dell'isola, con le montagne sullo sfondo, si capisce perché questo luogo sia stato scelto per costruirvi un santuario.
La passeggiata sul lungolago e il quartiere Lakeside
La sponda orientale del lago è costeggiata da un lungo lungolaghi noto come Lakeside, o Baidam, che si estende per circa due chilometri. È il cuore turistico di Pokhara: una sequenza di caffè, ristoranti, negozi di attrezzatura da trekking, librerie e guesthouse che si affacciano direttamente sull'acqua. La passeggiata è piana, comoda e percorribile in ogni stagione. La sera, le luci dei locali si riflettono sul lago insieme alle stelle, creando un'atmosfera tranquilla e lontana dal ritmo frenetico di Kathmandu.
Vale la pena alzarsi presto — tra le 6 e le 7 del mattino — per prendere una barca prima che la superficie del lago venga increspata dal vento e dall'attività quotidiana. La luce dell'alba è quella che permette i riflessi più netti dell'Annapurna, e il lungolago è ancora quasi deserto. Nelle ore centrali della giornata, specialmente in alta stagione (ottobre-novembre e marzo-aprile), Lakeside si anima notevolmente e le barche in affitto si moltiplicano.
Come arrivare e quando visitare
Pokhara è collegata a Kathmandu da voli interni di circa 25-30 minuti operati da diverse compagnie aeree nepalesi, oppure da un viaggio in autobus che dura mediamente tra le 6 e le 8 ore percorrendo la Prithvi Highway. L'aeroporto di Pokhara si trova a pochi chilometri dal lago, raggiungibile in taxi in circa 15 minuti. Una volta a Lakeside, il lago è accessibile a piedi da qualsiasi punto del quartiere.
La stagione migliore per visitare il lago Phewa è l'autunno, tra ottobre e novembre, quando il cielo dopo il monsone è terso e le probabilità di vedere le montagne riflesse sull'acqua sono più alte. La stagione primaverile (marzo-aprile) è la seconda opzione valida. Durante il monsone, da giugno ad agosto, le piogge sono frequenti e intense, la visibilità sulle vette è quasi nulla e il livello del lago può alzarsi sensibilmente. Non è un periodo da escludere per chi ama i paesaggi verdissimi e la quiete, ma è sconsigliato per chi viene principalmente per osservare l'Annapurna riflessa nell'acqua.
Un dettaglio che resta
Tra tutti i ricordi che si portano via da Pokhara, quello più persistente non è una fotografia: è il suono dei remi che entrano nell'acqua ferma del mattino, il silenzio intorno, e quella linea bianca di neve che galleggia capovolta sotto la chiglia della barca. Il lago Phewa non richiede grandi sforzi né lunghi tragitti — è lì, a riva, disponibile fin dal primo giorno — ed è proprio questa immediatezza a renderlo così difficile da dimenticare.