
L'acqua è ferma, verde scura, incorniciata da colline che salgono verso cieli spesso velati di nebbia. Al lago Pykara, nell'entroterra dei Nilgiri Hills nel Tamil Nadu, non ci sono folle che si accalcano sulle rive, né bancarelle rumorose. Ci sono invece le chiome dense della foresta shola, le distese aperte di prateria montana e, se si è fortunati e pazienti, la sagoma inconfondibile del tahr dei Nilgiri sulle pendici più ripide sopra il bacino idrico.
Pykara è un serbatoio artificiale costruito dai britannici durante il periodo coloniale per alimentare il sistema idroelettrico della regione, e ancora oggi fa parte di un impianto che fornisce energia all'area. Questa origine pratica non toglie nulla alla sua bellezza: il lago si trova a circa 19 chilometri da Ooty, la celebre stazione di montagna dei Nilgiri, ma sembra appartenere a un mondo completamente diverso, lontano dal turismo di massa che caratterizza il capoluogo.
La foresta shola e i prati montani: un ecosistema unico
Ciò che rende il paesaggio attorno a Pykara davvero straordinario è l'alternanza tra due ambienti naturali tipici dei Nilgiri: la foresta shola e le praterie montane. Le shola sono boschi subtropicali sempreverdi che crescono nelle valli e nelle zone più umide, con alberi contorti ricoperti di muschi e felci, un sottobosco fitto e un'atmosfera quasi fiabesca. Tra un bosco e l'altro si aprono ampie distese erbose, le grasslands, che salgono lungo i pendii fino a quote elevate.
Questa combinazione non è solo esteticamente affascinante: è un habitat fondamentale per la fauna locale. Il tahr dei Nilgiri (Nilgiris tahr), una capra selvatica endemica della regione e specie vulnerabile secondo le classificazioni internazionali, frequenta le pendici sopra il lago. Avvistarlo richiede calma e un po' di fortuna, ma non è raro per chi si ferma a osservare le colline nelle ore più fresche della mattina.
Sul lago in barca: un'esperienza tranquilla
Una delle attività più semplici e gratificanti a Pykara è noleggiare una delle piccole imbarcazioni disponibili sulla riva. Si tratta generalmente di pedalò o barche a remi gestiti da operatori locali, con tariffe modeste che si aggirano tipicamente attorno alle 100-200 rupie per una sessione. Non aspettatevi strutture sofisticate: è proprio questa semplicità a rendere l'esperienza autentica.
Remare lentamente verso il centro del bacino, con la foresta shola che si specchia nell'acqua e il silenzio interrotto solo dal canto degli uccelli, è un'esperienza difficile da trovare altrove nella zona dei Nilgiri. La visibilità è spesso ottima al mattino, prima che la nebbia risalga dalle valli. Nelle giornate limpide, le colline circostanti mostrano tutta la loro stratificazione di verde, dal bosco scuro in basso alle praterie chiare in alto.
Cascate Pykara: a pochi passi dal lago
Nelle immediate vicinanze del lago si trovano le cascate di Pykara, alimentate dall'omonimo fiume che scende dai Nilgiri. Le cascate si sviluppano in più salti successivi immersi nella vegetazione, e sono raggiungibili a piedi dal lago in pochi minuti. Il sito è attrezzato con un piccolo parco e aree di sosta, ed è frequentato soprattutto nei fine settimana da famiglie provenienti da Ooty e Coimbatore.
Vale la pena visitare sia il lago che le cascate nella stessa giornata, dedicando la mattina presto al lago per sfruttare la luce migliore e la maggiore probabilità di avvistare fauna selvatica, e spostandosi alle cascate a metà mattinata prima che arrivino i visitatori più numerosi.
Come arrivare e quando andare
Pykara si raggiunge da Ooty percorrendo la strada statale in direzione di Mysore per circa 19 chilometri. Si può prendere uno degli autobus locali che collegano Ooty con i villaggi della zona, oppure noleggiare un taxi o uno scooter, soluzione più comoda per gestire i propri tempi. La strada è asfaltata e percorribile tutto l'anno, anche se durante il monsone, tra giugno e settembre, le condizioni possono peggiorare e la nebbia riduce la visibilità.
Il periodo migliore per visitare Pykara va da ottobre ad aprile, quando le piogge sono cessate e il cielo è più spesso sereno. Le mattine rimangono fresche anche nei mesi più caldi, con temperature che raramente superano i 20 gradi a questa quota. Arrivare entro le otto di mattina significa godersi il lago quasi in solitudine, con la luce radente che illumina la superficie dell'acqua e le colline ancora avvolte in una leggera foschia. Portare con sé acqua e qualcosa da mangiare è consigliabile: i servizi nella zona sono limitati, e questa scarsità è parte integrante del suo fascino discreto.
