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Museo delle Civiltà Anatoliche ad Ankara: guida alla visita — Gözcü Sk. No:2
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Parchi e giardini 📍 Gözcü Sk. No:2, Turchia

Museo delle Civiltà Anatoliche ad Ankara: guida alla visita

Due edifici ottomani del XV secolo, un bedesten e un han, ospitano oggi una delle collezioni archeologiche più complete del Medio Oriente. Il Museo delle Civiltà Anatoliche di Ankara occupa strutture originariamente costruite per il commercio durante il periodo della dominazione...

Photo · Rania N.

Museo delle Civiltà Anatoliche ad Ankara: guida alla visita — Gözcü Sk. No:2, Turchia.

Dove
Gözcü Sk. No:2
Tipo
Parchi e giardini
Orari
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Museo delle Civiltà Anatoliche ad Ankara: guida alla visita - Gözcü Sk. No:2 | Secret World Trip Planner

Due edifici ottomani del XV secolo, un bedesten e un han, ospitano oggi una delle collezioni archeologiche più complete del Medio Oriente. Il Museo delle Civiltà Anatoliche di Ankara occupa strutture originariamente costruite per il commercio durante il periodo della dominazione ottomana, poi convertite in museo nel 1921 su iniziativa di Mustafa Kemal Atatürk, che volle creare un centro di raccolta per i reperti dell'Anatolia. L'edificio fu restaurato e adattato alla funzione museale negli anni successivi, aprendo al pubblico nella forma attuale nel 1968.

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Il museo si trova nel quartiere storico di Ulus, a pochi passi dalla Cittadella di Ankara, su una collina che domina la città moderna. La posizione non è casuale: questo era il cuore dell'insediamento umano nell'area da millenni, e la scelta di collocare qui il museo riflette una continuità geografica con le civiltà che si intende documentare. L'ingresso attuale, con il cortile lastricato e i portali in pietra lavorata, conserva ancora le caratteristiche architettoniche originali degli edifici ottomani.

Le collezioni: dalla preistoria agli Ittiti

La struttura circolare del bedesten permette una visita cronologica quasi automatica: si comincia dai reperti paleolitici e neolitici, tra cui materiali provenienti da Çatalhöyük, uno dei più antichi insediamenti urbani documentati al mondo, risalente al 7500 a.C. circa. Le statuette femminili in terracotta di questo sito, esposte in teche illuminate con cura, mostrano una plasticità sorprendente per l'epoca e sono tra i pezzi più fotografati dell'intera raccolta.

Il nucleo più celebre del museo è la sezione dedicata agli Ittiti, la potenza che dominò l'Anatolia centrale tra il 1700 e il 1200 a.C. circa. Qui si trovano rilievi monumentali in basalto provenienti da siti come Carchemish e Malatya, raffiguranti re, divinità e scene di caccia. Particolarmente impressionanti sono i leoni in pietra che fungevano da guardiani dei portali nei templi ittiti: alcune di queste sculture superano il metro e mezzo di altezza e mostrano ancora tracce del lavoro di scalpello sui fianchi. La sezione frigia, con i materiali provenienti da Gordion, completa il quadro delle grandi civiltà anatoliche pre-classiche.

Capolavori da non perdere

Tra i singoli oggetti che meritano attenzione particolare c'è il disco solare di Alacahöyük, un oggetto in bronzo risalente al III millennio a.C., interpretato come simbolo cosmologico o stendardo cerimoniale. La sua forma geometrica complessa, con raggi e figure animali stilizzate, è diventata uno dei simboli iconici dell'archeologia turca ed è riprodotta in molti contesti pubblici ad Ankara. Nelle sale dedicate all'età del bronzo si trovano anche gioielli in oro e argento di raffinata fattura, rinvenuti in contesti funerari dell'Anatolia centrale.

La sezione assira merita una sosta specifica per le tavolette cuneiformi provenienti da Kültepe, l'antica Kanesh, che documentano i commerci tra mercanti assiri e popolazioni locali nel II millennio a.C. Questi testi rappresentano alcune delle prime scritture ritrovate in Anatolia e permettono di leggere, attraverso pannelli esplicativi, frammenti di contratti commerciali e lettere private di tremila anni fa.

Come organizzare la visita

Il museo è aperto tutti i giorni tranne il lunedì, con orari che variano leggermente tra estate e inverno. Il biglietto d'ingresso è accessibile e rientra nella fascia dei musei statali turchi, con tariffe ridotte per studenti e bambini. Il momento migliore per visitare è la mattina presto, preferibilmente tra le 9 e le 11, quando le sale sono ancora relativamente vuote e la luce naturale che filtra dal tetto del bedesten illumina i reperti in modo ottimale. Nei mesi estivi, i gruppi organizzati arrivano in massa dopo le 10, rendendo alcune sezioni difficilmente fruibili.

Per raggiungere il museo da piazza Kızılay, il centro moderno di Ankara, si può prendere la metropolitana fino alla stazione Ulus e poi salire a piedi per circa dieci minuti lungo la salita verso la Cittadella. Il percorso è segnalato. Calcolare almeno due ore e mezza per una visita completa senza fretta; chi vuole approfondire le sezioni ittita e neolitica può facilmente impiegare quattro ore. La caffetteria interna offre un posto piacevole per una pausa nel cortile, utile per riorganizzare le idee prima di affrontare le sale finali.

Il contesto del quartiere Ulus

Uscendo dal museo, vale la pena dedicare qualche minuto alla Cittadella di Ankara, che si raggiunge in pochi minuti a piedi. Le mura bizantine e le torri selgiuchidi offrono una vista panoramica sulla città moderna e permettono di contestualizzare visivamente il territorio che il museo documenta attraverso i suoi reperti. Nel quartiere si trovano anche piccoli ristoranti tradizionali dove è possibile mangiare piatti locali a prezzi contenuti, lontano dai circuiti turistici del centro.

Il museo non dispone di un'audioguida in italiano, ma i pannelli esplicativi principali sono tradotti in inglese, il che consente una visita autonoma soddisfacente. Chi vuole approfondire può acquistare il catalogo ufficiale disponibile nel bookshop all'ingresso, che include riproduzioni fotografiche di alta qualità dei pezzi principali e testi scientifici sulle singole civiltà rappresentate.

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