Da non perdere il piccolo Museo Italiano della Ghisa fondato dai F.lli Neri: allestito all’interno degli spazi settecenteschi della chiesetta sconsacrata di Santa Maria delle Lacrime, è unico nel suo genere e rappresenta un interessante spaccato storico, prevalentemente ottocentesco, sull’arte dell’arredo urbano in ghisa.. Durante tutto il corso dell'Ottocento, fino ai primi decenni del Novecento, le fusioni di ghisa sono state impiegate sia come complementi per l'architettura sia per la realizzazione di manufatti destinati a rendere più funzionali e nello stesso tempo ad abbellire gli spazi pubblici. Le città, come pure numerosi piccoli centri, rivelano ancora oggi l'esistenza di un patrimonio che rimane sconosciuto alla maggioranza delle persone, e che solo pochi ritengono degno di essere conservato. Eppure anche i prodotti delle cosiddette arti minori, con i quali gli uomini hanno migliorato nei secoli i loro contesti di vita, testimoniano una grande creatività e cura dei particolari. Sono proprio la ricchezza e la peculiarità dei decori, che ancora oggi possiamo ammirare nei manufatti in ghisa sopravvissuti al tempo e all'incuria degli uomini, a rendere evidente un valore che supera i limiti del tempo e dello spazio, e a fare di questo patrimonio un segno caratterizzante della nostra storia. Collezione privata di un certo prestigio già alla fine degli anni '80, tanto da essere annoverato tra le “collezioni private di interesse tecnico-scientifico” in un repertorio curato dall'Istituto per i Beni Artistici e Culturali della Regione Emilia-Romagna, il Museo Italiano della Ghisa, si è costituito legalmente in Associazione nel 1991 e si è mostrato per la prima volta al pubblico in occasione di una mostra dal titolo suggestivo “Casting an eye on Italy”. Manufatti di grandi dimensioni sono stati collocati in una cornice insolita – le sale di un prestigioso edificio londinese – e proprio grazie a questa collocazione hanno potuto essere ammirati in tutta loro bellezza (Accademia Italiana delle Arti e delle Arti Applicate, Londra, agosto-settembre 1991) Nel 1998, grazie alla Convenzione stipulata con il Comune di Longiano, è stata allestita l'esposizione aperta al pubblico nella chiesetta sconsacrata di Santa Maria delle Lacrime. Nello stesso anno, Neri Spa, grazie al progetto del Museo, di cui è unico sponsor, ha ottenuto una delle cinque “segnalazioni di merito” al Premio Guggenheim - Impresa e Cultura che, giunto allora alla sua seconda edizione, si proponeva di incoraggiare le imprese che si erano distinte nel sostenere “progetti culturali a lungo termine capaci di creare valore sia per l'azienda che per la collettività”.