Ogni domenica sera, 100.000 lampadine si accendono simultaneamente lungo i contorni del Mysuru Palace, trasformando l'edificio in una struttura luminosa visibile da chilometri di distanza. Non è un effetto speciale moderno: questa tradizione illuminotecnica accompagna il palazzo da decenni, rendendolo uno degli spettacoli architettonici più riconoscibili dell'India meridionale. Ma è di giorno, con la luce naturale che filtra attraverso i pannelli di vetro colorato importati dalla Scozia, che il palazzo rivela la complessità del suo interno.
Il palazzo attuale fu completato nel 1912 su commissione del maharaja Krishnaraja Wadiyar IV, dopo che un incendio aveva distrutto la struttura precedente in legno nel 1897. Il progetto fu affidato all'architetto britannico Henry Irwin, che lavorò nello stile indo-saraceno, una sintesi tra elementi dell'architettura moghul, dell'architettura indù del Rajasthan e del gotico vittoriano. Il risultato è un edificio in granito grigio con cupole in marmo rosa e una torre centrale che raggiunge quasi 45 metri di altezza.
L'esterno: torri, cupole e dettagli in marmo
Avvicinandosi al palazzo attraverso i giardini, si nota immediatamente la simmetria rigorosa della facciata principale, scandita da archi a ferro di cavallo e balconi decorati con intarsi in pietra. Le tre cupole principali — una centrale più grande e due laterali — sono rivestite in marmo bianco e rosa, mentre i minareti agli angoli richiamano visivamente l'architettura moghul senza imitarla pedissequamente. Ogni superficie esterna è lavorata con motivi floreali e geometrici che richiedono un'osservazione ravvicinata per essere apprezzati nella loro complessità.
L'ingresso principale è sormontato da un arco trilobato di considerevoli dimensioni, affiancato da figure scolpite di elefanti. Gli elefanti non sono solo decorativi: il palazzo ospitava storicamente gli animali reali, e ancora oggi durante il festival Dasara — celebrato ogni anno in ottobre — una processione di elefanti bardati a festa parte dal palazzo, continuando una tradizione che risale a secoli fa nella cultura del regno di Mysore.
Il Durbar Hall: vetro scozzese e pavimenti in mosaico
All'interno, la sala del Durbar pubblico è lo spazio che colpisce maggiormente i visitatori per la qualità dei materiali e la coerenza decorativa. Il soffitto è composto da pannelli di vetro colorato con motivi floreali, importati dalla Scozia durante la costruzione, che proiettano luci verdi, rosse e gialle sul pavimento in mosaico sottostante. Le colonne in ghisa che sostengono la struttura sono decorate con motivi dorati, e le pareti ospitano una serie di dipinti che raffigurano scene della corte reale e del festival Dasara.
Il pavimento del Durbar è in marmo italiano lavorato a mosaico, con disegni geometrici che si estendono per tutta la lunghezza della sala. Al centro della parete di fondo si trova il trono d'oro, utilizzato dai maharaja durante le cerimonie ufficiali: è una struttura in legno rivestita d'oro che viene esposta al pubblico in determinate occasioni. Nei giorni ordinari, i visitatori possono osservarlo da dietro una barriera, ma la visibilità è comunque buona.
La sala del Durbar privato e le collezioni artistiche
Adiacente alla sala pubblica si trova il Durbar privato, uno spazio più raccolto ma altrettanto riccamente decorato, con pareti rivestite di pitture che documentano la storia della dinastia Wadiyar. Alcune di queste opere furono commissionate ad artisti locali nel corso del XX secolo e mostrano una fusione tra la pittura tradizionale del Karnataka e tecniche pittoriche influenzate dall'arte europea. I dettagli delle vesti e dei gioielli ritratti nelle pitture forniscono informazioni precise sull'abbigliamento cerimoniale dell'aristocrazia di Mysore.
Il palazzo ospita anche una collezione di oggetti d'uso quotidiano della famiglia reale, tra cui armi cerimoniali, palanquin in legno intagliato e oggetti in avorio. Non si tratta di un museo nel senso convenzionale, ma di ambienti dove gli oggetti sono disposti in modo da evocare l'uso originario degli spazi.
Informazioni pratiche per la visita
Il palazzo si trova nel centro di Mysore, facilmente raggiungibile a piedi dalla zona degli alberghi principali o in risciò automatico. Il biglietto d'ingresso per i visitatori stranieri è indicativamente intorno ai 200 rupie, ma è consigliabile verificare il prezzo aggiornato all'ingresso. La visita richiede in media due ore per chi vuole osservare con attenzione le sale principali. Le scarpe vanno rimosse prima di entrare negli spazi interni, e borse e zaini di grandi dimensioni non sono ammessi: sono disponibili depositi bagagli all'ingresso.
Il momento migliore per visitare l'esterno è la domenica sera, quando l'illuminazione con le 100.000 lampadine è attiva per circa mezz'ora dopo il tramonto. Per visitare gli interni senza eccessiva folla, le prime ore del mattino nei giorni feriali sono preferibili. Durante il festival Dasara, il palazzo diventa molto affollato ma offre l'opportunità di vedere le decorazioni aggiuntive e le cerimonie tradizionali.