Una passeggia tra le viti, gli ulivi e gli alberi di frutta per vivere questa città in modo totalmente inusuale.Nessuno sospetterebbe che in Corso Vittorio Emanuele, proprio dietro un cancello, ci sia nascosta una vera e propria oasi. Da almeno sei secoli l’antica Vigna di San Martino appare in tutte le immagini di Napoli, uno dei pochi spazi verdi sopravvissuto alla speculazione edilizia che si estende ai piedi della maestosa Certosa di San Martino.L’antico podere,Monumento Nazionale, è un vero e proprio territorio agricolo urbano composto di sentieri e piccoli edifici costruiti dai monaci nel corso dei secoli, con una vista mozzafiato sul mare e sul Vesuvio. Sette ettari di coltivazioni a vite, agrumi ed altre specie da frutto dominati dal sovrastante museo di San Martino e dalla cinquecentesca fortezza Castel Sant’Elmo.Questo antico vigneto, costruito in terrazzamenti che declinano lungo la collina del Vomero, venne confiscato, all’indomani dell’unità d’Italia, all’ordine dei Certosini. Separato dal complesso monastico della Certosa di San Martino (divenuto nel frattempo museo) venne venduto a privati. Dopo vari passaggi è giunto nelle mani del gallerista d’arte napoletano Giuseppe Morra che la acquistò nel 1988. Oggi è sede di un’azienda agricola produttrice di vino Dop gestita dalla Onlus “Piedi per la terra – centro per la cultura ecologica e le economie alternative“. L’associazione da oltre 15 anni si occupa di educazione ambientale, rivolta principalmente ai bambini. La produzione di vino, circa quattromila litri l’anno, viene da uve Aglianico, Piedirosso, Falanghina e Catalanesca.