
Duecento sale affrescate, pavimenti in parquet intarsiato e stucchi dorati che coprono ogni centimetro dei soffitti: il Palazzo di Rundāle si presenta al visitatore con una densità decorativa che lascia senza parole già dal primo corridoio. Costruito nella pianura lettone a circa 75 chilometri a sud di Riga, questo complesso è uno dei rari esempi di architettura barocca dell'Europa settentrionale sopravvissuto quasi intatto alle turbolenze del Novecento.

Il palazzo fu commissionato da Ernst Johann von Biron, duca di Curlandia e favorito della zarina Anna di Russia, che nel 1736 incaricò Bartolomeo Francesco Rastrelli di progettarlo. Lo stesso architetto italiano che avrebbe poi disegnato il Palazzo d'Inverno di San Pietroburgo lavorò qui per la prima volta su scala monumentale, e il risultato mostra già tutte le caratteristiche del suo stile maturo: facciate lunghe e ritmiche, sale di rappresentanza enfilade, un uso sapiente della luce per amplificare gli spazi.
L'architettura esterna e il parco formale

La facciata principale del palazzo si estende per oltre 140 metri, con un corpo centrale leggermente avanzato sormontato da un frontone curvilineo. La cromia originale, restaurata nel corso dei decenni di lavoro che hanno impegnato il museo dal 1972 in poi, alterna l'ocra caldo delle pareti al bianco delle cornici e delle lesene. Passeggiando lungo il perimetro esterno si notano le grandi finestre a doppia altezza delle sale di stato, che dall'esterno anticipano la verticalità degli interni.
Il parco formale alla francese che si apre sul lato meridionale è stato anch'esso oggetto di un paziente restauro basato su planimetrie storiche. I parterre geometrici, i vialetti di tigli potati e le fontane rispecchiano il gusto dell'aristocrazia baltica del Settecento. In estate i roseti in fiore aggiungono colore a una composizione che in autunno assume tonalità più austere ma ugualmente fotogeniche.

Le sale di stato: stucchi, dorature e affreschi
All'interno, le sale più spettacolari si trovano nell'ala destinata alla residenza ducale. La Sala d'Oro, con i suoi pannelli di stucco dorato e le specchiere che moltiplicano la luce delle candele, è considerata il capolavoro decorativo dell'intero complesso. Gli stucchi furono eseguiti da maestranze italiane e tedesche sotto la supervisione di Rastrelli, e la loro qualità tecnica è ancora oggi visibile nella finezza dei rilievi floreali e nelle figure allegoriche che incorniciano le porte.

La Sala del Trono e la sala da pranzo di gala mostrano invece pavimenti in parquet con essenze diverse disposte in schemi geometrici complessi: un lavoro artigianale che i restauratori hanno ricostruito pezzo per pezzo utilizzando le stesse tecniche settecentesche. Alcune sezioni del parquet originale sono ancora visibili e distinguibili da quelle restaurate grazie a piccole differenze di tonalità del legno, un dettaglio che il personale del museo è spesso disponibile a indicare.
Storia travagliata e restauro contemporaneo

Dopo la morte di Biron il palazzo passò di mano più volte, fu usato come granaio durante il periodo sovietico e subì danni considerevoli. Il processo di restauro, avviato dall'architetto Imants Lancmanis negli anni Settanta del Novecento, ha restituito alla struttura circa 40 delle sue sale principali, con un lavoro di ricerca storica e tecnica che è diventato un modello di riferimento nel campo del restauro architettonico dell'Europa dell'Est.
Oggi il palazzo è gestito come museo statale e ospita anche mostre temporanee di arte decorativa. La collezione permanente include mobili originali dell'epoca, porcellane, ritratti della corte di Curlandia e una selezione di documenti che raccontano la storia del ducato. L'assenza di grandi flussi turistici rispetto ad altri palazzi europei comparabili permette di osservare questi oggetti con una calma che altrove sarebbe impossibile.
Informazioni pratiche per la visita
Rundāle si raggiunge facilmente in autobus da Riga in circa un'ora e mezza, con partenze dalla stazione centrale. In alternativa, molti visitatori noleggiano un'auto per combinare la visita con quella del castello di Bauska, distante una ventina di chilometri. Il biglietto d'ingresso al palazzo e al parco si aggira intorno ai 10-12 euro per gli adulti, con tariffe ridotte per studenti e pensionati.
Il momento migliore per visitare è la mattina nei giorni feriali, quando le sale sono quasi deserte e la luce naturale entra obliqua dalle grandi finestre, esaltando i dettagli degli stucchi. Prevedere almeno due ore per il palazzo e un'ora aggiuntiva per il parco. In estate il parco ospita concerti di musica barocca che si integrano perfettamente con l'atmosfera del luogo.
