Questo piatto di pasta è profondamente nero come il carbone. Magari stupisce alla vista, ma di certo non scontenta il gusto.La pasta al nero di seppia è un piatto quasi filosofico, che trasferisce sulla tavola il dibattuto contrasto fra essere e apparire. Pezzi di calamari sono cotti a fuoco lento nella salsa di pomodoro fino a che non diventano morbidi. Questo viene poi colorato con l’inchiostro del calamaro, che è contenuto in un minuscolo baccello che i pescatori esperti sanno togliere senza farlo scoppiare. La pasta al nero di seppia (di solito si usa un formato lungo, spaghetti o linguine) è una pietanza diffusa nella cucina di diverse zone costiere italiane, ma in particolare si possono distinguere due ricette tradizionali, non molto differenti fra loro: quella siciliana e quella veneta. Nella laguna di Venezia il nero di seppia è un ingrediente impiegato fin dai tempi antichi. In origine lo si usava per condire le seppie stesse tagliate a tocchetti, poi qualcuno ha pensato di usarlo anche per i “bigoli”, la classica pasta veneziana lunga, forse stufo di vederseli serviti nella tradizionale salsa di acciughe, alici e cipolle.
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