Merita sicuramente una visita questa stupenda chiesa di campagna sita nel borgo di S.Appiano.È dedicata al santo a cui tradizionalmente viene attribuita l'evangelizzazione della Valdelsa. È l'unico edificio nel contado fiorentino che conserva resti di un battistero autonomo rispetto alla chiesa, soluzione che nella zona a sud dell'Arno si trovava solo nelle pievi di Sant' Alessandro a Giogoli, San Piero in Bossolo, nella Pieve di Coeli Aula e nella pieve di Empoli. Oggi del battistero restano solo quattro pilastri, memori della pianta centrale dell'edificio abbattuto nel 1805 in seguito a un terremoto. La pieve conserva le tracce di due fasi costruttive: le archeggiature che dividono la navata a sinistra appartengono al X-XI secolo, come l'abside decorata a fornici e la sopraelevazione della navata ritmata da archetti lombardi; le archeggiature di destra sono state ricostruite in cotto dopo il crollo del campanile, avvenuto nel 1171: le forme sono più slanciate, i capitelli sono scolpiti con foglie stilizzate e i volti umani resi realisticamente.La pieve presenta una facciata a salienti in cui sono riconoscibili le diverse fasi romaniche: la parte più primitiva, quella protoromanica, è quella costituita dal paramento murario realizzato con ciottoli di fiume mischiati a pietra arenaria, un'altra fase, risalente all'epoca romanica, è quella realizzata con mattoni in cotto disposti casualmente ma ben profilati e zigrinati; ad una terza fase, molto più recente sono da ascrivere il portale con timpano e i due oblò posti in corrispondenza delle navate. Nei locali annessi alla chiesa è stato ricavato un piccolo Antiquarium, che funge da museo archeologico. Il pezzo senz'altro più interessante è un Idoletto pagano (Eros che cavalca un cane), in pietra, databile al II secolo d.C.