
Il fragore dell'acqua ti raggiunge prima ancora di vedere il ponte. La Reuss scende impetuosa attraverso la Gola delle Schöllenen, incastrata tra pareti di granito che sembrano chiudere ogni via di fuga, e il Ponte del Diavolo la scavalca con un arco di pietra che, dopo secoli, non ha perso nulla della sua audacia. Siamo ad Andermatt, nel Canton Uri, a circa 1.440 metri di quota, e questo angolo di Svizzera conserva uno dei passaggi alpini più drammatici e carichi di storia dell'intero continente.

Il ponte che si vede oggi è in realtà il risultato di secoli di ricostruzioni successive. Il primo attraversamento in questo punto risale al XIII secolo, quando aprire un transito sulla Reuss significava sbloccare la via verso il Passo del San Gottardo e quindi connettere l'Europa settentrionale con quella meridionale. La struttura attuale in pietra, quella che i visitatori possono ammirare e camminare, risale al 1830, costruita in sostituzione di un ponte precedente del 1595 che era diventato troppo stretto per il traffico dell'epoca. Accanto a essa, quasi a testimoniare i diversi strati del tempo, si nota ancora il profilo di un arco più antico, parzialmente integrato nella roccia.
La leggenda che ha dato il nome al ponte

Nessun luogo con un nome simile è completo senza la sua storia del diavolo, e quella della Schöllenen è particolarmente vivida. Secondo la tradizione del Canton Uri, gli abitanti della valle erano disperati: la gola era inattraversabile e nessun costruttore sembrava in grado di realizzare un ponte su quel torrente furioso. Il diavolo si offrì di costruirlo in una notte, in cambio della prima anima che avesse attraversato il ponte. Gli abitanti accettarono, ma al mattino fecero passare per primo un caprone, beffando il demonio. Furioso, Satana sollevò un masso enorme per distruggere il ponte, ma una vecchia disegnò una croce sulla roccia e il diavolo fu costretto ad abbandonarla. Quel masso, il cosiddetto Teufelsstein o Pietra del Diavolo, è visibile ancora oggi vicino al ponte: una roccia di granito di dimensioni considerevoli, spostata nel 1973 per consentire la costruzione di un tunnel stradale, ma conservata come monumento.
La leggenda non è solo folklore locale: riflette la reale difficoltà che questo tratto di strada rappresentava per i viaggiatori medievali. La Schöllenen era uno dei passaggi più temuti delle Alpi, e il fatto che qualcuno fosse riuscito a costruire un ponte qui sembrava davvero opera soprannaturale.

Cosa si vede camminando sul ponte
Raggiungere il Ponte del Diavolo da Andermatt è semplice: si percorre la vecchia strada cantonale in direzione nord verso Göschenen, e in circa venti minuti a piedi si scende nella gola. Il percorso è ben segnalato e non richiede equipaggiamento particolare, anche se le scarpe chiuse sono consigliate perché il terreno può essere scivoloso vicino all'acqua. L'arco in pietra grigia del 1830 è largo abbastanza da permettere il passaggio di pedoni in entrambe le direzioni, e dal centro si ha una vista diretta sul torrente che scorre diversi metri più in basso, verde e bianco di schiuma.

Guardando verso il basso si nota come la roccia sia stata levigata e scavata dall'acqua nel corso di millenni, creando forme sinuose che contrastano con la geometria precisa dell'arco. Poco più a valle si intravede la sagoma del vecchio ponte del 1595, o meglio ciò che ne rimane integrato nella parete rocciosa, un dettaglio che molti visitatori mancano perché non sanno dove guardare. Vale la pena fermarsi qualche minuto in silenzio, o almeno provarci: il rumore della Reuss è costante e assordante.
Consigli pratici per la visita

Il momento migliore per visitare il Ponte del Diavolo è la mattina presto, tra le 8 e le 10, quando la luce laterale esalta il colore della pietra e i gruppi organizzati non hanno ancora riempito il percorso. In estate, soprattutto a luglio e agosto, il sito può diventare affollato nel pomeriggio, anche perché si trova lungo il percorso di molti ciclisti e camminatori che transitano per il San Gottardo. L'accesso è gratuito e non richiede prenotazione.
Andermatt è raggiungibile in treno dalla stazione di Göschenen, servita dalla linea che collega Lucerna con il Ticino, oppure in auto attraverso l'autostrada A2. Da Andermatt, il ponte è raggiungibile a piedi senza necessità di mezzi aggiuntivi. Calcolare una mezz'ora abbondante solo per il ponte e la gola è realistico, ma chi vuole esplorare anche i sentieri laterali della Schöllenen può facilmente impiegare due ore. Portare acqua è sempre una buona idea: nella gola non ci sono punti di ristoro.
