Addoho, situato a circa un chilometro a sud-ovest del Palazzo del Governo, nel cuore pulsante di Riyadh, è l'ultimo antico quartiere ad aver preservato intatta la tradizionale architettura Najdi. Costruito oltre 200 anni fa, il quartiere racconta, attraverso i suoi stretti vicoli e i suoi dettagli architettonici, la storia di una civiltà che ha saputo vivere in armonia con il deserto.
Un tuffo nella tradizione
Addoho sorge nei pressi del Wadi Hanifa, circondato da oasi lussureggianti di palme. Qui, le abitazioni storiche venivano costruite utilizzando materiali locali: pietre per le fondamenta, fango e intonaco per i muri, secondo un'arte edilizia capace di rispondere perfettamente al clima arido.
Una delle particolarità che noterai sono le mura tondeggianti agli incroci pedonali, una scelta non solo estetica ma anche funzionale, pensata per agevolare il passaggio nei vicoli stretti.
Le decorazioni sono il segno distintivo delle antiche case Najdi: bordi di porte e finestre impreziositi da triangoli, fori e motivi geometrici in intonaco, simboli di un legame profondo tra lo spazio domestico e il territorio.
L'origine del nome
Negli anni '50, il quartiere di Addoho si trovava esattamente nel centro di Riyadh, prima che lo sviluppo urbano spostasse il baricentro della città verso nord.
Il suo nome, “Addoho”, deriva dalla parola araba che indica una folla rumorosa, a testimonianza della vitalità che animava il quartiere, dove si intrecciavano attività private e luoghi pubblici come mulini a pietra e pestelli per il grano, cereale base della cucina locale.
Il quartiere di Addoho oggi
Oggi, grazie a un accurato progetto di restauro e valorizzazione, Addoho è stato restituito ai cittadini e ai viaggiatori come un prezioso esempio di memoria storica.
Inaugurato ufficialmente a marzo 2023, il quartiere ospita ora una moschea, abitazioni tradizionali, un ristorante tipico, vari bar e negozi artigianali, mantenendo vivo lo spirito autentico di Riyadh di un tempo.