Affacciato su un promontorio che domina la pianura costiera della Calabria, il Castello bizantino di Simeri Crichi racconta storie di un passato ricco di eventi e trasformazioni. La sua posizione strategica non solo lo rendeva un avamposto difensivo, ma offriva anche una vista mozzafiato, permettendo di scrutare il mare e le terre circostanti.
Costruito tra il X e l'XI secolo, il castello è stato edificato con pietra di fiume e malta, le cui tracce sono ancora visibili nelle imponenti mura che, seppur in rovina, conservano la loro dignità. La struttura originaria è caratterizzata da un tratto di mura a sud-ovest, lievemente scarpato, e da una torretta circolare rastremata verso l’alto, priva di cordolo marcapiano. Nel 1266, il castello passò ai Ruffo, che lo trasformarono in una residenza privata, avviando un lungo processo di ristrutturazioni e adattamenti che avrebbero segnato la sua storia.
Il castello subì diverse vicissitudini nel corso dei secoli. Distrutto dalle rivolte dei Centelles, fu riedificato nel 1482 dagli Ayerbo d'Aragona, mentre nel XVII secolo, durante il viceregno spagnolo, subì ulteriori lavori di adeguamento. Celebre per aver ospitato famiglie nobili come i Borgia, i Ravaschieri, i Di Fiore e i Barretta-Gonzaga, il castello fu danneggiato dal devastante terremoto del 1783 e successivamente ceduto ai De Nobili. Oggi, il castello è di proprietà del comune, un bene culturale da preservare e valorizzare per le future generazioni.
Dal punto di vista architettonico, il castello rappresenta un esempio significativo dello stile bizantino, con influenze che si intrecciano con le successive ristrutturazioni rinascimentali e barocche. Sebbene gran parte della struttura sia in rovina, i resti di alcune decorazioni e l'arte muraria rivelano la maestria degli artigiani dell'epoca. Le mura, con i loro spessori e le aperture, raccontano non solo la funzione difensiva, ma anche il valore estetico che i committenti desideravano trasmettere.
La cultura locale è intrisa di tradizioni che affondano le radici nel passato. Ogni anno, la comunità di Simeri Crichi celebra varie festività, tra cui la Festa di San Giovanni, che si tiene a giugno e prevede processioni, concerti e momenti di convivialità. Queste celebrazioni, ricche di folklore e di riti antichi, offrono un’occasione unica per immergersi nella vita quotidiana e nelle tradizioni che caratterizzano questa parte della Calabria.
La gastronomia calabrese è un viaggio sensoriale che non può mancare durante una visita a Simeri Crichi. Il territorio è famoso per i suoi salumi, in particolare il capocollo e la 'nduja, un salume spalmabile dal caratteristico gusto piccante. I piatti a base di peperoncino e olio d'oliva extravergine sono un must, insieme ai pasta freschi con sughi di carne o con il pesce dell'Adriatico. Non dimenticate di assaporare il vino Cirò, un vino rosso robusto, che accompagna perfettamente i piatti della tradizione locale.
Tra le curiosità che circondano il Castello di Simeri Crichi, spicca la leggenda legata ai Borgia, noti per la loro ambizione e i loro intrighi. Si narra che il castello fosse il teatro di piani e congiure, influenzando il destino di intere famiglie nobiliari. Inoltre, la posizione isolata del castello lo ha reso un luogo di riflessione e contemplazione, dove artisti e scrittori locali si sono recati per trovare ispirazione.
Per chi desidera visitare il Castello bizantino di Simeri Crichi, il periodo migliore è senza dubbio la primavera e l'autunno, quando le temperature sono miti e il paesaggio circostante è un tripudio di colori. È consigliabile indossare scarpe comode per esplorare le rovine e portare con sé una macchina fotografica per catturare la bellezza dei panorami. Non dimenticate di dedicarvi anche a una passeggiata nel borgo di Simeri Crichi, dove potrete scoprire angoli nascosti e gustare un caffè nei bar locali.
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