
Salire i gradini di pietra che conducono al Monastero di Sevanavank significa arrivare, passo dopo passo, a una delle viste più drammatiche del Caucaso. La penisola rocciosa su cui sorge il complesso si protende nelle acque del Lago Sevan come una prua di nave, e quando si raggiunge la sommità, il panorama si apre in tutte le direzioni su un bacino lacustre che si estende per circa 1.240 chilometri quadrati, il più grande dell'Armenia e uno dei laghi d'alta quota più vasti dell'intera regione.

Il monastero fu fondato nel 874 d.C. dalla principessa armena Mariam, figlia del re Ashot I Bagratuni, in un'epoca in cui il Cristianesimo era già radicato in Armenia da oltre cinque secoli. Le due chiese principali che ancora si ergono sulla penisola — la Surb Arakelots (Chiesa degli Apostoli) e la Surb Astvatsatsin (Chiesa della Madre di Dio) — sono costruite in basalto scuro vulcanico, una pietra che il tempo ha reso ancora più austera e solenne, e che contrasta in modo quasi teatrale con il blu-verde delle acque sottostanti.
Una penisola che un tempo era un'isola

Chi visita Sevanavank oggi cammina su una lingua di terra che fino al XX secolo era un'isola vera e propria. Durante l'era sovietica, tra gli anni Trenta e Cinquanta del Novecento, il livello del lago fu abbassato artificialmente di circa 18-20 metri per alimentare centrali idroelettriche e sistemi di irrigazione. Questo intervento trasformò l'isola in una penisola, modificando radicalmente il paesaggio che i monaci medievali avevano conosciuto. Oggi sono in corso progetti di ripristino del livello originario delle acque, ma il processo è lento e il collegamento con la terraferma rimane ben visibile.
Osservando le chiese da vicino, si notano i tipici khachkar armeni — le croci scolpite su pietra — disseminati intorno al complesso. Questi elementi decorativi, combinati con le absidi semicircolari e i tetti a cuspide conici in pietra, rappresentano alcuni degli esempi più integri dell'architettura religiosa armena medievale. All'interno delle chiese, l'oscurità è quasi totale: le finestre sono strette e la luce filtra con parsimonia, creando un'atmosfera di raccoglimento immediato.

Un luogo di pellegrinaggio ancora vivo
Sevanavank non è un sito museale: è un monastero attivo, e questo si percepisce chiaramente. Soprattutto durante le festività religiose armene, come la Trasfigurazione (Vartavar) che cade in estate, fedeli provenienti da tutto il paese salgono la scalinata per pregare, accendere candele e partecipare alla liturgia. La presenza di sacerdoti e fedeli trasforma la visita in qualcosa di più complesso di una semplice escursione turistica: si è ospiti in uno spazio ancora sacro e funzionante.

Il monastero è anche un punto di riferimento identitario per la diaspora armena. Non è raro incontrare visitatori provenienti dalla Francia, dagli Stati Uniti o dal Libano, molti dei quali hanno radici armene e compiono questo viaggio come un atto di riconnessione con la propria storia. Le conversazioni che si intrecciano tra i visitatori, spesso in più lingue, aggiungono uno strato umano difficile da trovare in altri siti della regione.
Come organizzare la visita

La città di Sevan si trova a circa 65 chilometri a nord-est di Yerevan, la capitale armena, e il trasferimento in taxi o con minibus (marshrutka) dalla stazione degli autobus di Yerevan richiede circa un'ora. Il monastero è raggiungibile a piedi dal centro di Sevan in venti-trenta minuti, oppure con un breve tragitto in taxi. L'ingresso al sito è generalmente gratuito o prevede un contributo simbolico.
Il momento migliore per visitare è la mattina presto, prima che arrivino i pullman turistici che in alta stagione (luglio e agosto) possono rendere affollata la sommità della penisola. In primavera e in autunno la luce è più morbida e i colori del lago più intensi. È consigliabile portare uno strato aggiuntivo di abbigliamento: a 1.900 metri di altitudine, anche nelle giornate estive il vento sulla penisola può essere freddo. Infine, chi desidera entrare nelle chiese durante una funzione è pregato di mantenere un abbigliamento rispettoso e di evitare fotografie durante i momenti liturgici.
Cosa rimane dopo la visita
Scendendo dalla penisola, con il lago ancora visibile tra i pini, rimane l'impressione di aver toccato qualcosa di stratificato: una storia politica e religiosa che ha attraversato invasioni, rivoluzioni e trasformazioni geografiche, eppure ha conservato la capacità di essere ancora un luogo di preghiera reale. Le chiese di Sevanavank non raccontano solo il passato — continuano a fare quello per cui furono costruite oltre undici secoli fa.
