Il sito archeologico di Nan Madol è un luogo così misterioso da suscitare più domande che risposte, a dimostrazione di quanto poco sappiamo dei popoli che hanno abitato le isole sperdute del Pacifico prima dell’arrivo degli occidentali. Le datazioni al radiocarbonio, ancora in corso di studio, hanno fissato una data, per l’inizio della costruzione del sito megalitico, compresa tra il 1180 e il 1208. Le tradizioni orali, tramandate dagli abitanti di Phonpei, fanno risalire l’origine di Nan Madol a una coppia di fratelli, Olisihpa e Olosohpa provenienti da qualche parte al di là dell’oceano. Furono loro a dare avvio alla dinastia Sandaleur, il più antico esempio di potere centralizzato del Pacifico occidentale, che avrebbe governato l’isola di Phonpei per oltre 500 anni. Questa struttura fortemente gerarchizzata riconosceva in Nan Madol il suo centro politico e religioso. Un complesso megalitico formato da oltre 90 isole artificiali e 130 strutture tra tombe, spazi adibiti al culto ed edifici reali protetti da mura perimetrali in pietra basaltica. Nel caso dell’isolotto di Pahnwi le mura raggiungono i 18 metri di altezza. I metodi di costruzione sono attualmente sconosciuti, la provenienza dei fondatori altrettanto incerta e gli scavi dell’unica città antica al mondo costruita su di una barriera corallina procedono a singhiozzo. Nel 2016 il Centro cerimoniale di Nan Madol è stato riconosciuto Patrimonio dell’Umanità.