
Il vento arriva prima ancora che il lago diventi visibile. Poi, superata l'ultima cresta del passo, l'acqua appare: blu intenso, piatta, circondata da pascoli ondulati dove le yurte bianche punteggiano il paesaggio come funghi dopo la pioggia. Songköl si trova nella regione di Naryn, nel cuore del Kirghizistan, a 3016 metri di quota, ed è uno dei laghi d'alta quota più estesi del paese, con una superficie di circa 270 chilometri quadrati. Non ci sono strade asfaltate che lo raggiungono, nessun hotel, nessun bar. Solo erba, cielo e famiglie di pastori kirghizi che ogni estate salgono con le greggi.

Il lago è accessibile principalmente tra giugno e settembre, quando i passi che lo circondano si liberano dalla neve e le famiglie nomadi installano i loro accampamenti stagionali lungo le rive. Il resto dell'anno, Songköl è praticamente inaccessibile e deserto. Questa stagionalità estrema è parte di ciò che rende il luogo così diverso da qualsiasi destinazione turistica convenzionale: il paesaggio che si attraversa è abitato, vivo, funzionante secondo logiche millenarie di transumanza.
Il sentiero che circonda il lago

Il percorso principale attorno a Songköl è un anello di circa 80 chilometri che può essere completato a piedi o a cavallo in tre o quattro giorni, a seconda del ritmo scelto. Il terreno è prevalentemente aperto, con lunghi tratti di steppa erbosa dove il sentiero si allarga o quasi scompare, lasciando il camminatore a orientarsi con le montagne all'orizzonte e le rive del lago come riferimento costante. Non si tratta di un percorso segnalato con cartelli o boe colorate: è una rete di tracce battute da secoli di passaggio umano e animale.
Lungo il cammino si incontrano pascoli dove pecore, cavalli e yak si muovono liberamente. I pastori kirghizi, spesso a cavallo, sorvegliano le greggi e non è raro che si avvicinino per scambiare qualche parola o offrire del kumys, il tradizionale latte di giumenta fermentato. Le aquile reali, addestrate per la caccia secondo una tradizione che risale a secoli fa nella cultura nomade centroasiatica, si vedono talvolta planare sulle correnti termiche sopra i pendii orientali del lago.

Dormire nelle yurte: cosa aspettarsi
Lungo il percorso, diverse famiglie offrono ospitalità nelle loro yurte durante la stagione estiva. I prezzi per una notte con pernottamento e pasti sono generalmente compresi tra 15 e 30 euro a persona, anche se non esiste una tariffa fissa e tutto si concorda direttamente con i proprietari. L'interno di una yurta tradizionale kirghiza è organizzato secondo una logica precisa: il centro è occupato dalla stufa, i tappeti shyrdak ricoprono il pavimento, e i materassi vengono sistemati lungo le pareti per la notte.

I pasti sono semplici e ripetitivi: pane piatto, brodo di montone, latticini freschi. Non aspettarsi variazioni significative nel menu, ma la qualità degli ingredienti, tutti prodotti localmente, è autentica. L'acqua del lago non è potabile; è consigliabile portare pastiglie purificanti o una borraccia con filtro, poiché le fonti d'acqua corrente lungo il percorso sono irregolari.
Come arrivare a Songköl

Il punto di partenza più comune è la città di Kochkor, nella regione di Naryn, raggiungibile in circa due ore di auto da Bishkek, la capitale. Da Kochkor partono i fuoristrada condivisi che salgono verso il lago attraverso il passo di Kalmak-Ashuu, uno dei principali accessi. Il viaggio in fuoristrada dura tra le due e le tre ore a seconda delle condizioni della pista, che può diventare fangosa dopo le piogge.
A Kochkor è presente la Community Based Tourism (CBT), una rete locale di turismo comunitario che aiuta i visitatori a organizzare l'alloggio nelle yurte, noleggiare cavalli e trovare guide locali. Rivolgersi alla CBT prima di partire semplifica notevolmente la logistica, soprattutto per chi viaggia in modo indipendente senza conoscere il kirghizo o il russo.
Consigli pratici per il trekking
La quota di 3016 metri può causare affaticamento nei primi giorni, soprattutto per chi arriva direttamente da Bishkek senza acclimatazione. È consigliabile trascorrere almeno una notte a Kochkor prima di salire al lago. Le temperature notturne anche in piena estate possono scendere sotto zero, quindi un sacco a pelo adeguato è indispensabile anche se si dorme nelle yurte, che vengono scaldate solo con la stufa centrale.
Il periodo migliore per il trekking è luglio e agosto, quando i pascoli sono al massimo del verde e le famiglie nomadi sono tutte insediate lungo le rive. A settembre il lago è ancora accessibile ma le temperature calano rapidamente e alcuni accampamenti cominciano a smontarsi. Portare con sé contanti in som kirghizi è essenziale: non esistono bancomat né possibilità di pagamenti elettronici nell'area del lago.
