
Alle tre di notte, dalla strada che sale verso il bordo del cratere, il cielo a sud di Baños si tinge di arancione. Non è l'alba: è il Tungurahua che respira. Questo stratovolcano attivo dell'Ecuador centrale si erge a 5.023 metri sul livello del mare e domina con una presenza fisica quasi opprimente la piccola città di Baños de Agua Santa, costruita letteralmente ai suoi piedi. Chi arriva qui di giorno vede una montagna maestosa coperta di vegetazione tropicale nella parte bassa e di neve nella parte alta. Chi rimane fino a notte fonda vede qualcosa di completamente diverso: un bagliore rossastro che pulsa dall'interno della terra.

Il Tungurahua è uno dei vulcani più attivi del Sud America. Il suo nome in lingua quechua significa approssimativamente «gola di fuoco», e chiunque lo osservi in un momento di attività capisce immediatamente perché gli abitanti originari della regione abbiano scelto questo nome. Il vulcano ha attraversato cicli di intensa attività negli ultimi decenni, con eruzioni significative documentate a partire dalla fine degli anni Novanta del Novecento, che hanno costretto a evacuazioni temporanee la popolazione locale. Nonostante questo, Baños è rimasta abitata e frequentata, diventando paradossalmente una delle mete di avventura più popolari dell'Ecuador proprio grazie alla convivenza quotidiana con questo gigante geologico.
La strada dei miradores notturni

Il modo più diretto per confrontarsi con il Tungurahua è percorrere la strada che sale verso i miradores, i punti panoramici attrezzati lungo la cosiddetta ruta del volcán. Di notte, con il vulcano in attività anche moderata, questi belvedere si trasformano in posti di osservazione straordinari: si vedono le rocce incandescenti rotolare lungo i fianchi del cono, si sente a volte un rombo sordo provenire dall'interno della montagna, e il bagliore del magma illumina le nuvole basse con una luce che non assomiglia a nessun'altra fonte luminosa naturale. Non è uno spettacolo garantito ogni notte — dipende dall'attività del momento — ma anche nelle fasi di relativa quiete il profilo del vulcano al chiaro di luna è già sufficiente a giustificare la sveglia notturna.
I miradores più frequentati si trovano a pochi chilometri dal centro di Baños, raggiungibili in taxi o con i pickup locali che fungono da trasporto pubblico informale. È consigliabile chiedere in città informazioni aggiornate sull'attività del vulcano prima di organizzare l'escursione notturna: le autorità locali monitorano costantemente la situazione e sanno indicare se le condizioni sono favorevoli e sicure per l'osservazione.

Baños de Agua Santa: la città che vive con il vulcano
Baños è una città di circa 20.000 abitanti nella provincia di Tungurahua, situata a circa 1.800 metri di altitudine nella valle del fiume Pastaza. La sua posizione geografica — tra le Ande e l'Amazzonia — le regala un microclima mite e una vegetazione lussureggiante che contrasta con l'immagine di aridità che spesso si associa ai paesaggi vulcanici. Le strade del centro sono animate da venditori di melcocha, il caratteristico dolce locale a base di canna da zucchero lavorato a mano su ganci di ferro, uno spettacolo visivo che si ripete ogni giorno davanti ai negozi del centro storico.

La città deve parte del suo nome alle terme di acqua calda alimentate dal calore vulcanico sotterraneo. I bagni termali sono una delle attrazioni pratiche del luogo: le piscine pubbliche più note si trovano vicino alla cascata del Pailón del Diablo, raggiungibile con una breve escursione. L'acqua ferrosa e calda è una delle conseguenze dirette e quotidiane della presenza del Tungurahua sotto i piedi della città.
Come organizzare la visita

Il momento migliore per osservare il vulcano è nelle ore notturne, tra la mezzanotte e le quattro del mattino, quando l'assenza di luce solare rende visibile anche un'attività moderata. Durante il giorno il vulcano è spesso avvolto dalle nuvole che si formano nel pomeriggio, quindi le ore mattutine presto sono le più indicate per fotografie del cono nella sua interezza. Portare strati caldi è indispensabile: anche partendo da Baños a temperature gradevoli, i miradores in quota possono essere freddi e ventosi.
Per raggiungere Baños dall'aeroporto internazionale di Quito, la distanza è di circa 180 chilometri, percorribili in autobus con partenza dalla terminal terrestre di Quitumbe in circa tre ore e mezza. I bus sono frequenti e il costo del biglietto è molto contenuto. Una volta a Baños, i taxi locali e i pickup collettivi sono il mezzo più pratico per raggiungere i punti panoramici. Evitare di avvicinarsi al cono in caso di allerta vulcanica: le autorità ecuadoriane emettono bollettini regolari attraverso l'Istituto Geofisico dell'Universidad Central del Ecuador, consultabile online prima di partire.
Cosa resta dopo
Il Tungurahua non è un vulcano da scalare come destinazione principale — l'accesso al cratere è regolamentato e sconsigliato nei periodi di attività — ma è un vulcano da abitare per qualche giorno, lasciandosi influenzare dal suo ritmo. La gente di Baños ha sviluppato nei secoli un rapporto pragmatico con la montagna: la temono, la rispettano, ci vivono accanto. Osservare questo equilibrio quotidiano, oltre al bagliore notturno, è forse la cosa più rara che questo angolo dell'Ecuador sa offrire.
