Villa Pisani, detta anche la Nazionale, è uno dei più celebri esempi di villa veneta della Riviera del Brenta; sorge a Stra, in provincia di Venezia, e si affaccia sul Naviglio del Brenta. È oggi sede di un museo nazionale, che conserva opere d'arte e arredi del Settecento e dell'Ottocento. La villa comprende 168 stanze e copre una superficie di 15.000 metri quadrati. Sin dal Cinquecento le famiglie più nobili di Venezia scelsero le rive del fiume Brenta per insediarvi le loro ville.Il parco copre 14 ettari. La sua progettazione risente dell'influenza dei primi decenni del Settecento francese, infatti due importanti opere letterarie hanno condizionato il carattere di diversi giardini. Si tratta, in primo luogo, di André Felibien des Avaux, Les plans et le descriptions de deux maisons de campagne de Pline le Consul, la quale divulga la ricostruzione di una villa romana con i suoi giardini. In secondo luogo, si tratta dell'opera di Dezailler D'Argenville, intitolata La théorie et la pratique du jardinage, che tratta i canoni e i modi di comporre e realizzare un giardino alla maniera francese. Villa Pisani è famosa inoltre per il suo labirinto di siepi di bosso. Fu uno dei primi ambiti del parco ad essere completato se già nel 1721 si parla della sua torretta centrale. È stata la ripresa rinascimentale dell'ars topiaria classica a rendere possibile il successo che i labirinti vegetali hanno avuto nel giardino italiano fino al Settecento. Nel Settecento veneto, nel caso di Stra, predomina la componente ludica e amorosa, sebbene non si possa escludere l'aspetto simbolico. Al centro vi è una torretta, sormontata da una statua di Minerva. Nel labirinto avveniva il gioco tra dama e cavaliere: la dama si poneva sulla torre centrale con il suo volto mascherato e il cavaliere doveva raggiungerla, una volta arrivato, lei svelava la sua vera identità: ma era sempre una sorpresa. Il labirinto è una filosofia classica del passato greco del Minotauro e Minosse: può essere simbolo cristiano ma anche pagano: esprime il desiderio inconscio di perdersi per poi ritrovarsi.