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Roccagliorosa

84060 Roccagloriosa SA, Italia ★ ★ ★ ★ ☆ 841,225 views
Lara Kipling
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Roccagloriosa

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Roccagliorosa

Aggrappata alle pendici rocciose del monte Capitenali, spartiacque tra la valle del fiume Bussento e quella del fiume Mingardo, Roccagloriosa conserva uno dei più importanti insediamenti medioevali del Cilento. Le prime notizie certe del borgo si hanno a partire dal XIII secolo, ma Roccagloriosa può vantare una storia ben più antica, come testimoniano i numerosi ritrovamenti archeologici. In località “La scala”, dove a ridosso della strada e protette dalla folta chioma di alberi secolari, si trovano due tombe risalenti al IV – III secolo a.C. Appartenute molto probabilmente ad una famiglia aristocratica, entrambe le tombe erano ricche sia di oggetti preziosi che di ceramiche a figure rosse provenienti dalle vicine officine lucane. Oggi questi reperti archeologici sono conservati nell’Antiquarium di Borgo Sant’Antonio. A dare il benvenuto nel centro storico una fontana risalente al 1893, detta dei “Tre Cannoli” , collegata ai sottostanti lavatoi delle Fontanelle attraverso un lungo canale e una cisterna sotterranei. A questo punto della passeggiata sarete quindi arrivati in borgo Sant’Antonio, vero fulcro del paese. Scendendo qualche scalino, potrete visitare il museo Antonella Fiammenghi, ricco di numerosi reperti archeologici rivenuti nelle tombe. Riveste particolare importanza il vaso da acqua a figura rossa, risalente al V secolo a.C., ma il corredo include anche vasellame di bronzo utilizzato nei banchetti e strumenti per la cattura delle carni. Scopire questo borgo presuppone il passeggiare senza meta. Solo così si potranno scovare edifici storici dai portali maestosi in pietra scolpita, piccole cappelle e, con un po’ di fortuna, addirittura il palazzo dove nacque il grande Totò. Troverete poi palazzi baronali di illustri personaggi feudali e di intellettuali, come il matematico Nonio Marcello Saia che scrisse un trattato sull’astronomia pubblicato duecento anni dopo la sua morte. I portali di Casa Saia, Casa Guida e del palazzo e della cappella De Caro sono caratterizzati da elementi architettonici molto particolari. Ma troverete anche numerose chiese, come quella di San Giovanni Battista, dedicata al Santo Patrono, o la chiesa di Sant’Angelo, costruita dal medico personale di Carlo V, Marino Crasso: se avrete la fortuna di trovarla aperta, potrete ammirare affreschi seicenteschi raffiguranti scene della Natività, del sacrificio di Isacco e di San Francesco e Santa Caterina. L’altare maggiore è decorato da una tela che riproduce l’ultima cena realizzata nel 1780 da Salvatore Mollo. Nella cima più alta del paese, i ruderi del castello proteggono Roccagloriosa. Edificato tra l’VIII e il IX secolo, era un punto strategico che si inseriva in una catena difensiva di cui facevano parte anche i castelli della Molpa, di Moltelmo e di Policastro. Federico II lo inserì nella lista castra exempta della Campania: la custodia dei castelli spettava direttamente all’imperatore. Nel 1808 il castello fu saccheggiato e raso al suolo dalle truppe napoleoniche. Non dimenticate infine di visitare le fontane di Gammavona e di San Nicola, circondate da oliveti e orti e recentemente ristrutturate insieme al lavatoio dalla singolare forma a ferro di cavallo. (Ispirato da Cilentoemenevanto)

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