Tra i grandi monumenti del Medioevo piemontese c’è sicuramente l’Abbazia di Santa Maria di Staffarda di Revello, in provincia di Cuneo. L’edificio si trova in una pianura a soli 9 chilometri da Saluzzo, incastonata in un bellissimo paesaggio a cui fa da cornice un’ampia cerchia di monti, sormontati dall’imponente e maestoso “Re di Pietra”, il Monviso. Il complesso conserva lo stile romanico-gotico e la semplicità architettonica tipica dell’ordine cistercense. Il chiostro, circondato in parte da un colorato portico con colonnine, rappresenta il centro della vita monacale, con la sala capitolare, il refettorio e l’antico lavatoio. All’esterno invece si trova la foresteria, locale dove venivano ospitati i pellegrini, il mercato coperto, dove si svolgevano i commerci e a ponente, quasi a costituire una recinzione, una lunga serie di corpi di fabbrica che costituiscono la parte agricola vera e propria di Staffarda, per la maggior parte ancora in attività con allevamenti bovini e coltivazioni cerealicole tipiche della zona. L’Abbazia benedettina cistercense fu fondata tra il 1122 e il 1138 su alcuni terreni che all’inizio del XII secolo il Marchese Manfredo I di Saluzzo aveva donato ai monaci dell’Ordine cistercense. La chiesa di tipo basilicale (dedicata a Santa Maria) è a tre navate con tre absidi di pianta lombarda, costruita in mattoni a vista. La celebrità della costruzione si deve soprattutto alla grandiosa armonia del chiostro, anche se subì gravi danni nella battaglia del 1690 (contro i francesi di Catinat) con la scomparsa del portico del braccio meridionale e parte di quello orientale. Bellissima la sala capitolare divisa in nove campate da quattro colonne centrali che sostengono le volte a crociera, dotate di due leggiadre trifore ogivali che si aprono ai lati dell’ingresso. Nel lato sud, si trova il refettorio dei monaci, una sala rettangolare divisa longitudinalmente in tre sezioni da colonne; l’ambiente è stato modificato nel tempo anche a causa delle distruzioni del 1690 (sulla parete verso oriente, si trovano resti di un affresco raffigurante l’Ultima Cena. Magnifico il vasto ambiente della foresteria, nell’apposita costruzione a sud del convento, pervenutoci integro nelle sue due navate, nelle quattro possenti colonne a conci di pietra. Quasi di fronte si trova l’edificio medievale a portici del mercato, la cui mole ancor oggi ci conferma quale fosse l’importanza produttiva di Staffarda.