In questa terra e presumibilmente in questa città nacque nel 1448 Pietro di Cristoforo Vannucci, detto “Il Perugino”, uno dei più grandi pittori del primo Rinascimento italiano. Il Perugino lavorò poco nella sua città natale, almeno in giovane età; vi fece ritorno, invece, solo nei primi anni del ‘500 quando era già un pittore di affermata fama nelle grandi orti italiane e in maniera particolare in quella pontificia a Roma, dove era stato maestro di Raffaello. A Città della Pieve, Pietro Vannucci lavora sia nella cattedrale dove si conservano due piccole tele, sia nell’Oratorio dei Bianchi, la cui confraternita gli affida nel 1504 la realizzazione di un grande affresco rappresentante l’Adorazione dei Magi per la cappella dell’oratorio. Il grande affresco copre interamente una delle pareti della sala quadrangolare che lo ospita.Non va confusa con la più conosciuta Adorazione dei Magi che l’artista aveva realizzato a Perugia circa 30 anni prima (1470 circa) assieme a Raffaello e che tutt’ora si trova lì, non soltanto perché quest’ultima è un olio su tavola realizzato attorno al periodo di bottega dal Verrocchio mentre la prima è un affresco ma soprattutto perché la Adorazione dei Magi di Città della Pieve nasconde alcune vicende molto interessanti. Una su tutte? Pare che il pittore l’abbia realizzata da solo in 29 giorni di lavoro!Nella schiera di personaggi a sinistra della scena centrale sono, inoltre, forse identificabili i ritratti giovanili di Raffaello (in verde) e del Perugino stesso (in rosso), ve ne offro un paragone con due opere rappresentanti i due artisti, cui la prima rappresenta un fanciullo, presumibilmente Raffaello, ritratto dal Perugino.