Le terme libere di Petriolo sono i bagni gratuiti più famosi della Toscana dopo Saturnia, e probabilmente in epoche anteriori sono state anche molto più prestigiose rispetto a quest’ultime. Attualmente le vasche ricavate lungo il corso del fiume Farma si limitano a captare le acque in eccesso non utilizzate dal recentissimo stabilimento termale a pagamento costruito a pochi metri di distanza, mentre in precedenza vantava un flusso abbondantissimo di acqua molto calda. Come risulta ancora visibile dalle rovine in laterizio poste nei pressi della fonte termale, Petriolo rappresenta nella storia un rarissimo caso di “terme fortificate”. I monconi di mura residui appartengono infatti all’antico “Castello di Petriolo” struttura difensiva eretta a protezione della sorgente e dei bagni, ritenuti beni talmente preziosi da non poter essere lasciati in balìa delle minacce provenienti dai vari potentati dei dintorni. La rinomanza delle sue acque è testimoniata dalla visita a scopo curativo di papa Pio II, che qui venne per sanare la “podagra”, malattia di cui soffriva e che gli impediva di camminare senza dolore. La Repubblica di Siena faceva pagare una gabella sull’uso dei bagni Petriolo, caso pressochè unico fra le varie terme libere italiane, e testimonianza anch’essa del valore straordinario attribuito a queste acque medicamentose.