Le cascate del Dardagna, insieme al santuario della Madonna dell’Acero, si trovano all’interno del Parco Regionale del Corno alle Scale, in una zona a confine tra Emilia-Romagna e Toscana, luogo perfetto per fare trekking vicino Bologna. Dopo aver superato i paesi di Lizzano in Belvedere e Vidiciatico, la strada sale a tornanti in mezzo al bosco e passa accanto ad una suggestiva costruzione in pietra vegliata da un antico acero: il Santuario di Madonna dell’Acero. Eccoci arrivati! C’è una leggenda molto particolare legata al santuario, e voglio brevemente raccontarvela. Torniamo indietro nel tempo, in un remoto giorno d’estate. Due pastorelli, di cui uno sordomuto, vengono improvvisamente colti da una bufera di neve, proprio mentre sono al pascolo con i loro animali. I due fanciulli trovano riparo sotto un grande acero e lì, mentre la tempesta imperversa, diventano testimoni di un miracolo: appare loro la Madonna, che dona udito e parola al pastorello sordomuto. È il 5 agosto, l’acero è subito consacrato luogo di culto alla Vergine. Si costruisce rapidamente un piccolo tempio in pietra, il cui scopo è proteggere l’albero teatro della sacra apparizione. Sul suo tronco si affigge l’immagine di Maria. Tuttavia, il parroco di Rocca Corneta, desideroso di festeggiare il sacro avvenimento al cospetto del vescovo, decide di trasferire l’effigie in parrocchia. Non poteva immaginare che questa nuova residenza non sarebbe stata gradita dalla Vergine stessa! Il giorno deputato ai festeggiamenti, infatti, la sacra immagine scompare dalla chiesa. Essa è ritornata al suo amato acero, lasciando i segni del suo passaggio su tutti i tronchi d’albero posti lungo la strada. Oggi, il sacro tempietto dell’apparizione non esiste più, e al suo posto potete osservare, e visitare, il Santuario di Madonna dell’Acero. Meta di pellegrinaggio, sotto al suo altare maggiore si possono ammirare i resti dell’antico albero. Dopo aver visitato il Santuario seguite le indicazioni per il sentiero CAI 331 che parte dietro l’edificio e che, immerso in un ombroso e rilassante bosco di faggi, risale il percorso del torrente Dardagna accompagnandovi, tappa dopo tappa, sotto e sopra gli spettacolari salti formati dal Dardagna (il sentiero è detto anche “sentiero delle sette cascate”). Arrivare al primo grande salto è molto semplice: il sentiero è largo, spesso in discesa e adatto anche a bambini e anziani.Dopo il primo salto (alto 15 metri) il sentiero (333 CAI) che sale sulla sinistra della cascata inizia ad essere più ripido ed è considerato di media difficoltà. I gradoni e le staccionate rendono la passeggiata fruibile da tutti, ma sicuramente per bimbi piccoli può essere impegnativo e difficile.Dopo l’ultimo grande salto (alto 30 metri) raggiungerete una piccola cascata: qui il sentiero si divide. Quasi tutti imboccano il sentiero 337 sulla sinistra sbucando all’altezza del Lago del Cavone. In questo modo il trekking è più breve e veloce.Qui potete mangiare nel ristorante affacciato sul laghetto artificiale color smeraldo (Lago del Cavone) e poi scendere lungo la strada forestale o ripercorrendo il sentiero appena fatto fino a raggiungere di nuovo il Santuario.