San Girolamo della Carità è una chiesa nel cuore di Roma, posta all'inizio di via di Monserrato, presso piazza Farnese, nel rione Regola. Nel 382 papa Damaso chiamò a Roma Girolamo per affidargli la traduzione, l'interpretazione ed il commento della Bibbia e per averne l'aiuto, insieme con quello del Vescovo di Milano Ambrogio, per combattere ed eliminare l'arianesimo, eresia che minacciava seriamente il cattolicesimo che in quel tempo andava diffondendosi e rafforzandosi. Girolamo, giunto dall'oriente, andò quasi sicuramente ad abitare nella casa della matrona Paola che si dice sorgesse sull'area dell'attuale complesso ecclesiale. Dal XVI secolo in poi, le vicissitudini della chiesa sono strettamente legate a quelle dell'Arciconfraternita della Carità nei cui documenti d'archivio è scritta la storia di una benemerita istituzione e con essa quella degli interventi sulla chiesa. Inoltre il complesso edilizio di S. Girolamo è da quell'epoca anche strettamente legato alla vicenda umana e spirituale in Roma di un grande santo, Filippo Neri, che vi ha abitato per ben trentatré anni. La Chiesa funge oggi da Cappella del Centro di Ricerca e Biblioteca dell'Università. La facciata della chiesa di San Girolamo, un po’ persa tra i vicoli del centro storico di Roma, è un’opera seicentesca di grande bellezza. L’interno è a navata unica, con un soffitto di legno intagliato molto bello e ricco di dettagli. Ai lati della navata sorgono alcune cappelle, di cui una, la Cappella Spada, è il vero motivo di una visita dettagliata della chiesa. La Cappella Spada,erroneamente attribuita per anni al Borromini, dal quale furono “rubate” molte delle idee realizzative della cappella, l’opera è frutto dell’architetto Virgilio Spada che progettò e curò tutti i dettagli della costruzione e decorazione della cappella, con l’obiettivo di elevare la propria famiglia rispetto ai canoni dello stile delle altre cappelle gentilizie delle famiglie nobili romane, delle quali la famiglia Spada avrebbe voluto far parte. Ne è chiara dimostrazione la presenza delle due figura laterali, i due esponenti di maggior rilievo della famiglia Spada (Giovanni Spada e Bernardino Lorenzo Spada), adagiati su di un divanetto come se riposassero nella loro stanza; tutta la cappella, infatti, tende a rappresentare un luogo intimo e familiare: al posto della balaustra, ad esempio, sono posti due angeli che sembrano quasi raccogliere un lenzuolo; le ali dell’angelo di destra, in legno, ruotano per consentire l’accesso alla cappella. L’altare centrale è dominato dalla figura di una Madonna circondata da una corona di alloro e da foglie di palma; anche i sei ovali con i busti in marmo bianco, tre su ogni parete laterale della cappella, ritraggono alcuni antenati della famiglia. Accanto all’altare maggiore è da notare la Cappella Antamori, unica opera a roma di Filippo Juvarra, contenente una statua di marmo dedicata a San Filippo Neri.