Il cimitero di Staglieno è uno dei cimiteri monumentali più belli del mondo. Come fama è secondo solo a quello di Père Lachaise a Parigi. Friedrich Nietzsche, Guy de Maupassant, Mark Twain ed Evelyn Waugh sono solo alcuni dei numerosissimi personaggi storici, letterati, viaggiatori, artisti, filosofi, che hanno lasciato testimonianze delle loro visite a Staglieno e del loro peregrinare lungo le grandi gallerie monumentali. Tutti, pur in modo diverso, ricordano la grande impressione e il fascino di questo luogo di memorie pubbliche e private, in cui la volontà monumentale si unisce, inscindibilmente, alla suggestione “romantica” del paesaggio, in un intreccio strettissimo fra monumento, architetture, memorie storiche e natura. Qui riposano Mary Constance Wilde (la moglie di Oscar Wilde), Giuseppe Mazzini e Fabrizio De Andrè. Il Cimitero di Staglieno fu aperto ufficialmente al pubblico il 1° Gennaio 1851. Sebbene a questa data fosse ancora largamente incompiuto, ne era peraltro ormai tracciata la specifica fisionomia architettonica, funzionale e simbolica. L'incarico della progettazione era stato affidato già nel 1835 all'architetto civico Carlo Barabino (1768-1835) - a lui si deve gran parte delle fattezze neoclassiche di Genova e la realizzazione di edifici rappresentativi come il Teatro Carlo Felice, il Palazzo dell'Accademia e tanti altri - il quale però non riuscì a portare a termine l'incarico per l'improvvisa morte nel 1835 durante la grande epidemia di colera. Il compito di sviluppare il progetto fu affidato, allora, al suo allievo e collaboratore Giovanni Battista Resasco (1798-1871), il cui piano fu approvato nel 1840. I lavori iniziarono nel 1844 nell'area di Villa Vaccarezza a Staglieno, in gran parte ancora poco abitata e non molto distante dal centro cittadino.