Nel settore D del cimitero monumentale di Staglieno a Genova si trova la tomba di Carlo Raggio, realizzata dallo scultore Augusto Rivalta nel 1872. Nato ad Alessandria nel 1837, Rivalta si trasferì a Firenze dopo aver completato gli studi presso l'Accademia Ligustica di belle arti nel 1859, dove lavorò nello studio di Dupré. Rivalta fu uno dei primi artisti ad aderire allo stile del "realismo borghese", caratterizzato da un approccio descrittivo e preciso nella rappresentazione della realtà.
Il monumento funebre di Carlo Raggio è un esempio emblematico dello stile realista borghese, che si rivela particolarmente adatto a esprimere la nuova concezione della morte che si affermò nella seconda metà dell'Ottocento. In questo stile, la rappresentazione della morte è privata di ogni elemento simbolico o spirituale, e si concentra unicamente sull'espressione del dolore e della perdita che il trapasso di un caro rappresenta per i suoi congiunti.
La tomba di Carlo Raggio è caratterizzata da una grande attenzione ai dettagli, sia nella rappresentazione dei personaggi che nella scelta degli abiti e degli oggetti che li circondano. La scena raffigura il letto del defunto, attorniato da familiari e amici addolorati. Non ci sono figure angeliche o simboliche che possano alleviare la sofferenza dei presenti, né si lascia intravedere alcuna speranza di redenzione per chi non è più.
In questo modo, il monumento funebre di Carlo Raggio rappresenta un momento tragico della vita di una famiglia, espresso con una precisione e un realismo che esaltano la drammaticità della scena. La tomba di Raggio è quindi non solo un'opera d'arte di grande valore storico e artistico, ma anche un documento prezioso della mentalità e dei valori della società dell'Ottocento.