Una visita al complesso di Santa Giuliana è consigliabile per vedere il bellissimo chiostro, attribuito a Matteo Gattaponi (1376). È uno dei migliori esempi di architettura cistercense in Italia. Il monastero di Santa Giuliana, fondato nel 1253 dal cardinale Giovanni da Toledo, grande promotore della riforma cistercense, era uno degli edifici religiosi più ricchi della città; fu protetto da papa Innocenzo IV, che concesse una speciale indulgenza a chiunque lo visitasse. La chiesa ha una facciata trecentesca con rivestimento geometrico in marmo bianco e rosa e un bel portale con rosone. All'interno, a navata unica con capriate lignee, conserva diverse tracce di antiche decorazioni. Due affreschi del XIII secolo, staccati dal refettorio, sono stati collocati sulla parete sinistra (Ultima Cena), e sull'abside (Incoronazione della Vergine del Marzolini, Maestro del Trittico). Sull'arco trionfale sono ancora visibili resti di affreschi risalenti alla fine del XIII e all'inizio del XIV secolo. L'ex monastero, l'attuale Scuola di lingue straniere, si trova a destra della chiesa. All'interno del monastero si trova un bel chiostro, caratterizzato da ampi archi bianchi su pilastri ottagonali con strisce bianche e rosse di capitelli narrativi. Attribuito a Matteo Gattaponi (1376) è uno dei migliori esempi di architettura cistercense in Italia.