La Rocca Paolina costituisce oggi una vera e propria “città nella città” all’interno di Perugia. Essa venne costruita per volontà di Papa Paolo III Farnese con l’intento di trasformare Perugia in una cittadella fortificata dopo aver conquistato la città per annetterla allo Stato della Chiesa contro il volere dei suoi abitanti. Per costruire la sua roccaforte Papa Paolo III fece abbattere centinaia di abitazioni, di chiese e di monasteri, guadagnandosi l’odio imperituro dei perugini che più di una volta, nel corso dei secoli, assaltarono e danneggiarono la Rocca. Alla fine la fortificazione venne distrutta nel 1860, dopo oltre 300 anni di (non troppo) onorato servizio.
Dell’intera rocca oggi sopravvivono soltanto piccoli frammenti che spesso vengono utilizzati per ospitare manifestazioni culturali e mercatini e che inglobano ancora le antiche case della famiglia Baglioni. Questi ultimi erano acerrimi nemici di Papa Paolo III e molti dei quartieri e delle costruzioni distrutte dal Pontefice appartenevano proprio a questa famiglia. Una curiosità: la Porta Marzia, una delle porte più antiche della città, risale all’epoca etrusca ma originariamente non si trovava dov’è oggi. Quando gli fu ordinato di inglobarla all’interno delle mura della Rocca Paolina, l’architetto Antonio da Sangallo il Giovane la fece letteralmente smontare e rimontare quattro metri più avanti, in maniera da poterla inserire perfettamente nel tracciato delle nuove mura.