L'Orto botanico Lorenzo Rota di Bergamo che si trova sul Colle Aperto di Città Alta, è un piccolo laboratorio naturistico dove la passione e l'arte degli addetti fanno convivere piante esotiche con quelle indigene.Nell'Orto botanico di Bergamo è forte l'impronta dell'uomo: è con artificio, studio e cure costanti che è infatti possibile la difficile convivenza tra gli oltre 1200 taxa all'interno di una superficie di soli 2.400 metri quadrati.
L'Orto botanico di Bergamo, per il suo carattere dimostrativo e suggestivo, contribuisce ad avvicinare il pubblico al mondo delle piante e a destare rispetto per la natura. Svolge attività di conservazione delle piante minacciate e porta avanti progetti di reintroduzione in natura di specie a rischio.
Tra questi ultimi ha avuto un buon successo quello relativo alla reintroduzione di Osmunda regalis, una felce che il medico e botanico Lorenzo Rota, primo descrittore della flora della Bergamasca, aveva segnalato nel 1853 in Val Calepio e lungo il fiume Adda: la felce, che negli ultimi decenni risultava scomparsa, è stata reintrodotta negli stessi luoghi una dozzina di anni fa. L'Orto botanico di Bergamo scambia inoltre con altri Orti botanici semi, frutti e spore raccolti dentro i suoi spazi o in natura.