La Biblioteca di Vallombrosa iniziò a formarsi già presso la nascente comunità benedettina fin dalla fondazione nel 1036 circa, per l’uso e per la formazione dei monaci. Notevole per il numero dei codici e per le presenze degli autori, la collezione continuò ad arricchirsi in età rinascimentale e successivamente, tanto che si dovettero costruire nuovi locali per contenere tutto il patrimonio librario davvero immenso, come testimonia un inventario-catalogo redatto a fine cinquecento ed ora conservato nel codice Vat. Lat. 11288.Con la soppressione napoleonica del 1810 tutte le collezioni di Vallombrosa vennero incamerate dallo Stato francese e quindi ne conseguì una dispersione del patrimonio: la gran parte dei codici è infatti ora conservata nella Biblioteca Medicea Laurenziana, nella Biblioteca Nazionale di Firenze e in altre biblioteche fiorentine, italiane e straniere. Con il ritorno dei monaci a Vallombrosa nel 1817 si organizzò la ricostituzione della biblioteca che verrà poi incamerata dallo Stato italiano con la soppressione del 1866. La biblioteca attuale si è formata con il nuovo insediamento della comunità monastica a Vallombrosa nel 1949 ed ha ripreso tutto il suo antico splendore grazie soprattutto a Padre Don Pierdamiano Spotorno, che con tanto amore e sapienza e con profonda cultura l’ha curata e arricchita dal 1957 al 2015
Il Salone che la ospita fu costruito negli anni 1587-89 e l’attuale scaffalatura risale alla prima metà dell’800.