Città di Castello, situata in Umbria, è il luogo natale del famoso artista italiano Alberto Burri e ospita la Fondazione a lui dedicata. Durante i miei numerosi weekend a Firenze, spesso ne approfitto per fare una gita fuori porta fino a Città di Castello, considerandola una meta imperdibile per gli amanti dell'arte moderna italiana.
La Fondazione Burri è un luogo unico al mondo in cui è possibile ammirare l'opera dell'artista in tutte le sue fasi, dalle prime opere rare del 1949 fino alla fine degli anni Ottanta. La sede della Fondazione si trova in Palazzo Albizzini, un antico palazzo che un tempo apparteneva alla famiglia che commissionò a Raffaello il famoso dipinto dello Sposalizio della Vergine, ora esposto alla Pinacoteca di Brera. Il palazzo è stato aperto nel 1989 e ospita le serie più celebri di Burri, con un allestimento curato personalmente dall'artista. Qui si possono ammirare opere come i "Sacchi", le "Combustioni", le "Plastiche", i "Cretti" (compresi i bozzetti per il Cretto di Gibellina e il grande Cretto nero di Capodimonte), i "Cellotex" e i "Ferri", che sono tra i miei preferiti. Inoltre, ci sono opere meno conosciute ma altrettanto preziose, come bozzetti per scenografie teatrali e lo studio per il Teatro Continuo del Parco Sempione a Milano.
Dopo aver concluso la visita alla Fondazione, esco dal centro storico e mi dirigo verso la periferia, dove si trovano gli Ex Seccatoi del Tabacco. Questo è un esempio di riuscito recupero di un'architettura industriale voluto e curato personalmente da Burri. Dove un tempo veniva fatto seccare il tabacco, ora oltre cento opere di grandi dimensioni realizzate tra il 1970 e il 1993 colpiscono il visitatore con la loro potenza espressiva. Prima di partire, faccio una sosta nella sezione museale che contiene tutta l'opera grafica dell'artista e ammiro le tre enormi opere scultoree che abitano il giardino, creando un'atmosfera quasi sacrale di grande fascino.
La visita alla Fondazione Burri e agli Ex Seccatoi del Tabacco rappresenta sempre un'esperienza unica e suggestiva, arricchendo il mio amore per l'arte moderna italiana e offrendomi una prospettiva più approfondita sull'opera di Alberto Burri.