Il complesso termale di età romana sorge sulle pendici del Monte Spina per sfruttare le sorgenti di calore naturale dell’antico cratere di Agnano. Gli attuali resti poco lasciano immaginare della grandiosità e della magnificenza dell’originario edificio che si articolava su vari piani disposti a terrazze sullo scosceso pendio del monte. La storia del termalismo moderno ad Agnano ricomincia, di fatto, nella seconda metà del XIX sec, più precisamente il 28 settembre del 1870, giorno in cui fu avviato il prosciugamento dell’antico e “pestifero” Lago di Agnano. Dopo l’Unità di Italia, infatti, con una legge emanata il 3 maggio1865, il nuovo stato unitario decise di bonificare il lago concedendo ad un imprenditore napoletano, l’ing. Martuscelli, di realizzare l’opera a proprie spese in cambio della proprietà dei suoli bonificati e delle terre demaniali circostanti.Quando nel febbraio del 1871 lo svuotamento si concluse, per scongiurare definitivamente il riformarsi del lago, fu realizzato un complesso sistema di vasche e canali, ancora oggi funzionante, che permise di recuperare ben 130 ettari di terreno all’attività agricola. Ma la bonifica ebbe un effetto secondario del tutto imprevisto che condizionò i destini della piana molto più di quanto non fece il recupero dei suoli all’agricoltura. Grazie al prosciugamento, infatti, con grande sorpresa di tutti, venne svelato il grande segreto del lago di Agnano: decine e decine di sorgenti termali, disseminate su tutto il fondo, liberate dalle acque che avevano alimentato per centinaia di anni, ora sgorgavano e ribollivano naturalmente dal suolo fangoso a temperature diverse formando nuove pozze d’acqua che fuoriusciva dal terreno in grossi getti che resero immediatamente necessaria la realizzazione di appositi canali di evacuazione. Alcune sorgenti erano talmente abbondanti che riformarono subito dei veri e propri laghetti come la straordinaria sorgente ferruginosa calda che sgorgava da numerose polle di grande portata nella zona nord-occidentale della piana. Ciò nonostante nessuno sembrò cogliere, in un primo momento, la portata di tale scoperta e si dovette attendere più di quindici anni perché qualcuno pensasse di tramutare tanta ricchezza in qualcosa di produttivo. Nel 1887, infatti, un medico ungherese di nome Giuseppe Schneer, attratto dalla fama di cui l’Italia godeva presso gli intellettuali stranieri, si recò a Napoli accompagnato dalla sua consorte e fedele collaboratrice Baronessa Von Stein Nordein. Tra le numerose escursioni che fece in tale occasione si recò ad Agnano, luogo da sempre rinomato presso tutti i paesi europei per le stufe di S.Germano e le curiosità naturalistiche come il fenomeno della Grotta del Cane che tanto affascinò i viaggiatori del “grand-tour”. Ma quello che vide andò ben oltre le sue previsioni e le sue curiosità scientifiche così che rimase letteralmente ammutolito davanti all’immensa piana da poco bonificata brulicante di sorgenti termali di ogni tipo.