
Le prime luci dell'alba tingono di rosa il tufo quando si affaccia sul burrone della Gravina di Matera. Sotto di te, migliaia di abitazioni scavate nella roccia si sovrappongono in un labirinto verticale che sfida ogni logica architettonica moderna. Qui la pietra non è solo materiale da costruzione: è pavimento, soffitto, letto, altare. Matera è una delle città con continuità abitativa più lunga al mondo, con insediamenti documentati risalenti a circa 9.000 anni fa, e i suoi Sassi — i quartieri rupestri di Sasso Caveoso e Sasso Barisano — sono stati dichiarati Patrimonio UNESCO nel 1993.

Per decenni, però, questa stessa antichità fu considerata una vergogna nazionale. Nel 1952 lo scrittore Carlo Levi descrisse le grotte di Matera nel suo libro Cristo si è fermato a Eboli come simbolo di miseria estrema, e l'anno successivo il governo italiano ordinò lo sfollamento forzato di oltre 15.000 abitanti che vivevano nei Sassi in condizioni igieniche precarie. Paradossalmente, quel vuoto ha permesso la conservazione quasi intatta di un tessuto urbano unico, che oggi attira visitatori da ogni angolo del pianeta.
I Sassi: un quartiere che è anche un palinsesto geologico

Camminare nel Sasso Caveoso significa attraversare strati di tempo sovrapposti senza soluzione di continuità. Le abitazioni rupestri si sviluppano su più livelli: il tetto di una casa è spesso il cortile di quella superiore, e le scale scavate nella roccia collegano vicoli che sembrano non avere inizio né fine. Molte delle circa 3.000 grotte censite nel sistema dei Sassi conservano ancora i segni delle funzioni originarie: nicchie per le candele, mangiatoie per gli animali che condividevano lo spazio con le famiglie, cisterne per la raccolta dell'acqua piovana.
Tra le strutture più antiche e meglio conservate si trovano le chiese rupestri, alcune delle quali risalenti all'epoca bizantina, tra il VI e il X secolo d.C. La Chiesa di Santa Maria de Idris, scavata all'interno del costone roccioso del Monterrone con affreschi medievali ancora leggibili sulle pareti, è uno degli esempi più accessibili. Poco distante, il Parco della Murgia Materana ospita oltre 150 chiese rupestri disseminate nel paesaggio carsico della Gravina.

Dormire nella roccia: i cave hotel di Matera
Una delle esperienze più particolari che Matera offre è quella di trascorrere la notte in una grotta trasformata in camera d'albergo. Diversi boutique hotel hanno recuperato abitazioni rupestri nei Sassi, mantenendo le pareti in tufo grezzo e le volte a botte originali, integrando però comfort contemporanei. Il risultato è un'atmosfera sospesa tra preistoria e design, dove la temperatura interna rimane naturalmente costante intorno ai 15-17 gradi tutto l'anno grazie alle proprietà termiche della roccia.

I prezzi per una notte in questi alberghi variano considerevolmente: si può spendere dai 100 ai 400 euro a notte a seconda della struttura e della stagione, con picchi in estate e durante il periodo natalizio. Prenotare con largo anticipo è essenziale, soprattutto per i fine settimana di primavera e autunno, quando Matera registra la maggiore affluenza turistica.
Il Museo Nazionale di Matera e il Palombaro Lungo

Per chi vuole comprendere la stratificazione storica della città oltre la superficie visibile, due tappe sono imprescindibili. Il Museo Nazionale Domenico Ridola, ospitato in un ex convento settecentesco, raccoglie reperti preistorici e greci rinvenuti nel territorio materano, inclusi corredi funerari risalenti all'età del Bronzo. È uno dei musei più antichi della Basilicata, fondato alla fine dell'Ottocento.
Sotto Piazza Vittorio Veneto si nasconde invece il Palombaro Lungo, una cisterna sotterranea di epoca medievale capace di contenere fino a 5 milioni di litri d'acqua. Visitarla significa scendere in un silenzio totale mentre la luce artificiale riflette sull'acqua ancora presente sul fondo. L'ingresso è incluso in un circuito museale che costa pochi euro e richiede circa un'ora di visita.
Consigli pratici per visitare Matera
Matera non è raggiungibile direttamente in treno da Roma o Napoli senza cambi. Il collegamento più comodo è in autobus da Bari, con corse frequenti della compagnia Flixbus o Ferrovie Appulo Lucane che impiegano circa 1 ora e 20 minuti. In auto, l'uscita autostradale di riferimento è quella di Matera sulla SS7. Una volta in città, il centro storico è quasi interamente pedonale e le scalinate sono numerose: scarpe comode con suola antiscivolo sono indispensabili, perché il tufo bagnato diventa scivoloso.
Il momento migliore per visitare i Sassi è la mattina presto, prima delle 9:00, quando i vicoli sono ancora silenziosi e la luce radente esalta le texture della pietra. Evita il pieno agosto, quando il caldo riverbera sulla roccia e i gruppi turistici si moltiplicano. La primavera — da aprile a giugno — offre temperature miti e la vegetazione della Gravina nel pieno del verde, rendendo il panorama dal belvedere di Via Buozzi particolarmente spettacolare.
