Per arrivare a Monesteroli si può partire dal caratteristico e arroccato borgo di Campiglia, seguendo il sentiero n° 535, o percorrere la strada carrabile fino alla chiesa di Sant’Antonio e poi scendere attraverso la mulattiera nel bosco. Scegliendo la seconda opzione, incontrerete in uno slargo il Menhir del Diavolo, pietra sacra eretta da antiche popolazioni liguri. Nello stesso luogo si trovano anche i resti della posa, dove i contadini che tornavano dalle vigne sul sentiero di Tramonti si liberavano del carico portato in spalla e prendevano fiato. All’incrocio dei due sentieri il paesaggio si apre a picco sul mare: inizia la cosiddetta scalinata grande, la più famosa (e instagrammata) della zona: 1100 scalini in pietra che scendono ripidi prima verso un minuscolo gruppo di case aggrappato a uno sperone di roccia a strapiombo sul mare, e che poi proseguono ancora più ripidi verso il mare. A metà discesa ecco apparire infatti il piccolo borgo di Monesteroli, aggrappato ad uno sperone di roccia a strapiombo sul mare. Qui anticamente si vinificavano le uve raccolte dalle vigne circostanti, trasportando i cesti d’uva per circa 450 metri di dislivello.In fondo alla scalinata si trovano degli scogli (sarebbe improprio parlare di spiaggia) in cui fermarsi a fare una pausa e, volendo, anche il bagno in mare. La scalinata, definita monumento alla fatica dell’uomo, è piuttosto impegnativa sia a scendere che a salire e non è raccomandata a chi soffre di vertigini, essendo totalmente esposta e senza corrimano. Regala però degli scorci pazzeschi che in parte distraggono dalla fatica.