Il Museo dei Grandi Fiumi, allestito negli ambienti dell’ex Monastero degli Olivetani a Rovigo, già sede del Museo Civico delle Civiltà in Polesine, è un museo archeologico che ripercorre 3500 anni della storia del territorio del Medio e Alto Polesine attraverso linguaggi innovativi ed interattivi. Il museo presenta reperti archeologici di grande valore provenienti da ricerche condotte nell'Alto e Medio Polesine e organizzati in cinque diversi periodi storici: l’Età del Bronzo, con le affascinanti testimonianze dell’insediamento palafitticolo di Canàr di Castelnovo Bariano, il villaggio arginato di Larda di Gavello e le necropoli di Frattesìna; l’Età del Ferro, che indaga le influenze della civiltà etrusca nel territorio di Adria attraverso l’insediamento di San Cassiano di Crespino e della necropoli di Balone; l’Età Romana, incentrata sull’esportazione in territorio polesano dei modelli culturali, sociali ed economici di Roma con la ricostruzione della villa rustica di Chiunsano, nei pressi di Gaiba; il Medioevo, che pone l’attenzione sulla nascita di centri fortificati, come quello di Rovigo, e consente di ammirare i gioielli appartenuti a una nobildonna ostrogota, nota agli studiosi con il nome di Dama di Chiunsano. Chiude l’arco temporale la sezione sul Rinascimento, che illustra i profondi mutamenti culturali, sociali ed economici sopravvenuti in questo periodo, con la diffusione di nuove tendenze architettoniche in ambito civile e religioso, e la storia del celebre pittore ceramista Francesco Xanto Avelli “da Rovigo”. Visitare questo museo costituisce un’esperienza di sicuro interesse per comprendere l’evoluzione e lo sviluppo di un territorio complesso la cui matrice identitaria, più che altrove, è sempre stata determinata dalla presenza di grandi e possenti fiumi. Il Museo dei Grandi Fiumi propone laboratori didattici e dimostrazioni di archeologia sperimentale, tra cui quelle su lavorazioni di ossa, selce, argilla, pasta vitrea, bronzo e metalli preziosi.