Dichiarato Patrimonio dell’Umanità dall’Unesco nel 1995, il centro storico di Napoli custodisce meraviglie architettoniche ed artistiche uniche al mondo. I gioielli partenopei sono così numerosi che, anche il napoletano più esperto, può cadere in errore. Chi non conosce la celebre statua del Cristo Velato? E invece quella del Cristo “Svelato”? Forse non tutti sanno che in Via Nilo 34, a pochi passi dalla celebre Cappella Sansevero, sorge uno dei palazzi più belli e monumentali del centro storico di Napoli, conosciuto come Palazzo dei Principi di Scanno o Seminario dei Nobili. L’antico edificio appartenne alla famiglia D’Afflitto, principi di Scanno, fino al 1654, anno in cui fu acquistato dal Real Monte Manso, fondazione che si occupava dell’istruzione gratuita dei giovani nobili napoletani. Il palazzo passò ai gesuiti nel 1804, per poi essere chiuso definitivamente nel 1820. Fortemente danneggiato durante la seconda guerra mondiale e a causa del terremoto del 1980, il Seminario dei Nobili è stato interamente restaurato nel 2009, ed oggi è possibile ammirarne l’antico splendore. Il Real Monte Manso fu fondato nel 1608 da Giovan Battista Manso, Marchese di Villa, Patrizio di Amalfi, mecenate di tre grandi poeti italiani: Torquato Tasso, Giovan Battista Marino e Giuseppe Battista. Al terzo piano dell’edificio si trova una Chiesa risalente al ‘700, periodo in cui il numero dei seminaristi crebbe al punto da rendere necessaria la costruzione di una cappella destinata alle attività spirituali dei giovani educandi.
La particolarità di questa Chiesa consiste nella sua collocazione: essa, infatti, si trova esattamente sopra la Cappella Sansevero, poiché il marchese Manso voleva in questo modo fare un “dispetto” al principe di Sansevero. All’interno della Chiesa è stata collocata nel 2010, in seguito ai lavori di restaurazione, l’opera del giovane artista Giuseppe Corcione, intitolata “Cristo svelato o Luce nascosta” e posizionata parallelamente al Cristo sottostante. Questa scultura rappresenta il momento della resurrezione (a differenza del Cristo velato che rappresenta la morte) ed è realizzata con materiale misto: il Cristo è affiancato da figure di Angeli in terracotta a grandezza naturale con arti scolpiti in legno, vestiti con seta di ottima qualità, richiamando lo stile delle sculture settecentesche napoletane. Nonostante non sia particolarmente visitata, a differenza della sua versione “velata”, il Cristo Svelato rappresenta una tappa obbligata per tutti coloro che cercano un continuum significazionale e valoriale del cattolicesimo.