La Piazza Eleonora d’Arborea a Oristano, inaugurata il 22 maggio 1881, rappresenta un punto focalizzante nella storia urbanistica e culturale della città. Durante la fine dell'Ottocento e l'inizio del Novecento, Oristano subì una radicale trasformazione che portò alla creazione di questa piazza, oggi circondata da edifici significativi come il palazzo Carta-Corrias, l'ex-convento dei padri Scolopi, ora municipio cittadino, e la chiesa di San Francesco, che con il suo prospetto principale rivisitato, si affaccia su questo nuovo spazio pubblico.
Al centro della piazza troneggia la statua di Eleonora d’Arborea, disegnata dall'architetto Mariano Falcini e scolpita dal fiorentino Ulisse Campi. La figura solenne di Eleonora, giudicessa del regno d’Arborea dal 1347 al 1403, è rappresentata nell'atto di promulgare la Carta de Logu, un codice di leggi avanzato per il suo tempo. Il basamento marmoreo della statua è impreziosito da pilastrini e piccoli capitelli corinzi, e quattro leoni che reggono lo stemma del giudicato. I rilievi in bronzo raffigurano momenti chiave della storia del regno, come la disfatta di Sanluri e la promulgazione della Carta de Logu. Intorno alla piazza si affacciano edifici storici: sul lato nord il complesso degli Scolopi, oggi Palazzo Civico, l'elegante palazzo Corrias-Carta e, di fronte, il settecentesco palazzo Mameli con i suoi balconcini in ferro battuto e il Palazzo Campus-Colonna.
Eleonora d’Arborea, moglie di Brancaleone Doria e madre di due figli, Federico e Mariano, prese le redini del potere dopo la morte del fratello Ugone III nel 1383. La sua reggenza fu segnata dalla stipula di una pace con il sovrano catalano-aragonese Giovanni I il Cacciatore nel 1388 e dall'aggiornamento della Carta de Logu, che rimase in vigore, seppur con modifiche, fino al 1827. Questa piazza e la sua statua non sono solo un omaggio a un'importante figura storica femminile, ma anche un simbolo della ricca eredità culturale e legale di Oristano e della Sardegna.