Sul suo lato meridionale si erge la romanica Basilica di San Mercuriale e il relativo Chiostro, un unico complesso la cui attuale fisionomia risulta dalle successive vicissitudini subite nel corso dei secoli. Il portale gotico in pietra rosa ospita, nella lunetta, il rilievo del Sogno e Adorazione dei Magi (XIII secolo), attribuito al Maestro dei Mesi di Ferrara. Da segnalare, all'inizio della navata destra, il Monumento funebre a Barbara Manfredi (1466 circa), opera di Francesco di Simone Ferrucci da Fiesole, qui collocato nel '44 a seguito del bombardamento della Chiesa di San Girolamo che lo ospitava. Attraversando il Chiostro della Basilica si giunge in Piazza XX Settembre su cui si affaccia l'imponente Palazzo di Giustizia, iniziato nel 1940 e terminato, a causa degli eventi bellici, solo nel 1969. Percorrendo Largo de Calboli per tornare in Piazza Saffi si passa di fronte a Palazzo Paulucci De Calboli che venne costruito agli inizi del XVIII secolo su disegno di Luigi Alberti, sotto la direzione dell'architetto romano Saverio Marini. Un'ulteriore testimonianza dell'architettura del Ventennio fascista, oltre al sopra citato Palazzo di Giustizia, la troviamo lungo l'intero lato orientale di Piazza Saffi occupato dal Palazzo delle Poste (1931-32), edificato su progetto di Cesare Bazzani. Domina la piazza il Palazzo Comunale, sede del Municipio, edificato a partire dall'anno Mille attorno all'antichissima torre e progressivamente ampliato verso il Campo dell'Abate. Nel 1412 divenne residenza degli Ordelaffi e fu oggetto di diversi rimaneggiamenti e ampliamenti nel corso dei secoli. All'angolo con Corso Diaz è il Palazzo del Podestà, edificato nel 1460, visitabile solo esternamente in quanto proprietà privata. A fianco, Palazzo Albertini, elegante edificio quattrocentesco, dai caratteri chiaramente veneziani, innalzato tra la fine del XV e l'inizio del XVI secolo su un portico con arco a tutto sesto profilato da una ghiera in cotto. Sul lato ovest di Piazza Saffi sorge la Chiesa del Suffragio, iniziata nel 1723 su progetto di Fra' Paolo Soratini e terminata solo nel 1933. A pianta ellittica, lo spazio interno è scandito da pilastri e colonne su cui si innalza un ampio tamburo coronato da una volta, ricostruita nel 1784 dopo un terremoto. La cupola slanciata presenta affreschi del veneziano Jacopo Guarana e quadrature del bolognese Serafino Barozzi (1784).