La pieve di San Romolo a Gaville, edificata fra il 1007 ed il 1070, si trova fuori dal tracciato delle Pievi Romaniche del Valdarno situate nella strada dei Setteponti, ma su una splendida collina di Figline Valdarno, alle pendici del Chianti, là dove una volta passava la Cassia Adrianea che dalla Valdambra conduceva fino a Firenze. Nel medioevo faceva parte di un importante castello degli Ubertini, famiglia ghibellina che introdusse Gaville nella lotta con i Guelfi e per questo fu citata da Dante Alighieri nel XV° canto dell’Inferno della Divina Commedia.Nel 700′ subì profonde trasformazioni e solo in seguito ai danneggiamenti della II° Guerra Mondiale, è stata accuratamente ristrutturata con pazienti lavori protratti dal 1947 al 1968.La facciata della chiesa si distingue per la sua semplicità: compaiono la porta sormontata da una lunetta e, posta in alto, una finestra bifora. All'interno della chiesa, dalla singola abside si aprono tre navate divise da pilastri a pianta quadrata e da archi a tutto sesto, il tetto è sorretto da capriate lignee, mentre il piano di calpestio è diviso su più livelli. Verso la facciata, ai pilastri si sostituiscono le colonne in arenaria, con capitelli figurati che alternano motivi fitomorfi a illustrazioni tratte dai testi sacri o sulla creazione del mondo. Nella navata sinistra si trova una Annunciazione della scuola del Ghirlandaio (XV sec.), mentre alla navata destra si può osservare l'affresco un tempo collocato sulla lunetta della facciata, opera di scuola senese degli inizi del Quattrocento, oltre alla grande tela raffigurante S. Michele Arcangelo, di ambito Fiorentino (XVIII sec.). Alla pieve si accosta un complesso rurale risalente al Quattrocento, attuale sede del Museo della Civiltà Contadina.