l Castello di Poppi è il monumento principale del Casentino. Al contrario di tutti gli altri castelli ed architetture medievali della zona non è stato rovinato dal tempo e dagli uomini essendo sempre stato usato come residenza del potere politico o amministrativo locale. Fin dalle sue origini la storia del castello è strettamente legata a quella della più grande famiglia feudale del Casentino che mise Poppi al centro delle sue grandi proprietà ed abitò questo maniero per quasi quattrocento anni: i conti Guidi. Nonostante le prime notizie scritte dell’esistenza del castello siano datate 1191, la sua architettura e il fatto che i Guidi erano già all’epoca titolari di vasti possedimenti in Toscana e Romagna ci fa presupporre che la sua fondazione sia stata antecedente di due o tre secoli, risalente al periodo fra le invasioni longobarde e franche in questi territori. Il nucleo originario del castello è costituito dalla torre quadrata che ancora oggi domina il resto della costruzione e quasi tutta la valle. L’aspetto odierno non è quello primitivo, infatti nell’ottocento fu trasformata, durante l’opera di restauro successiva ai danni subiti per la caduta di un fulmine, in torre campanaria. La torre doveva essere molto più alta e dotata di apparato a sporgere con beccatelli, se è vero che fu presa ad esempio da Arnolfo di Cambio per la costruzione di quella di Palazzo Vecchio a Firenze, per fortuna ancora oggi intatta.
Ma questo castello nasconde una tetra leggenda sullo sfondo, che da secoli si tramanda suggestionando grandi e piccini. Una terribile storia racconta della contessa Guidi Matelda che si divertiva ad ammaliare molti uomini che però, in un modo o nell’altro, erano destinati a morire nei sotterranei, tramite botole celanti acuminate lance, per non diffondere i tradimenti della contessa. La cittadinanza si rivoltò contro la donna che fu così murata viva nella torre del diavolo e pare che il suo spettro vaghi ancora tra le mura del castello: si dice che si sveli con vesti bianche e con lamenti da brividi.