Il Sacrario Cristo Re risale agli anni Trenta del Novecento e si trova sul Viale Principe Umberto, a 60 metri sopra il livello del mare. Se avete percorso lo Stretto di Messina, sicuramente avrete notato tutta la sua imponenza. Questo edificio religioso neobarocco è un luogo molto importante per la città di Messina, poiché al suo interno sono conservati i resti di 1.288 messinesi caduti durante la seconda guerra mondiale.
Il Sacrario fu progettato da Giovan Battista Milani e inaugurato nel 1937. Occupa un’area di 600 metri quadrati in una zona della città dove un tempo sorgeva il castello di Rocca Guelfonia chiamato anche di Matagrifone ( Il castello Rocca Guelfonia o Matagrifone nel 1191 ospitò Riccardo “Cuor di leone” con i suoi uomini, diretti in Terra Santa durante la terza Crociata).
L’esterno del Sacrario di Cristo Re Il tempio, in stile barocco, ha pianta centrica ed è sormontato da una cupola segnata da otto costoloni. Alla loro base ci sono altrettante statue in bronzo, modellate dallo scultore romano Teofilo Raggio e che raffigurano le virtù cardinali e teologali. Sulla cupola è collocata una lanterna alta sei metri ed una sfera di un metro sulla quale si erge una croce. Il frontale d’ingresso è ornato da due figure che rappresentano l’Italia e Messina mentre sulla scalinata d’ingresso si trova una statua di Cristo Re, realizzata dallo scultore Tore Edmondo Calabrò. Lo scultore siciliano è anche l’autore della statua della Madonna della Lettera che si trova nel porto di Messina, al centro del Forte San Salvatore. Accanto alla Chiesa si erge quello che rimane della torre ottagonale dell’antico castello dove, nel 1935, fu collocata una campana di 130 quintali. Si tratta di una delle campane più grandi d’Italia, realizzata fondendo il bronzo dei cannoni sottratti ai nemici durante la Prima Guerra Mondiale. All’interno del Sacrario si trova un monumento al Milite Ignoto realizzato da Antonio Bonfiglio. Sulle pareti invece vengono custoditi i resti di 110 caduti della Prima Guerra Mondiale e di 1.288 caduti della seconda guerra mondiale, di cui 161 rimasti ignoti. La maggior parte delle vittime persero la vita nel 1943 durante i combattimenti per difendere la Sicilia. Un’altra lapide ricorda invece i 21 marinai caduti nella battaglia navale di Punta Stilo il 9 luglio 1940. Oltre a visitare la Chiesa Superiore ed Inferiore al suo interno, vi consigliamo di soffermarvi sull’incredibile vista sul panorama del porto naturale e su parte della città di Messina.