Scala del Bramante è il nome dato a due scale dei Musei Vaticani: la scala originale, costruita nel 1505, e un equivalente moderno del 1932. La scala originale del Bramante, nel Museo Pio-Clementino, fu costruita nel 1505 su progetto di Donato Bramante. Collega all'esterno il palazzo del Belvedere di Papa Innocenzo VIII e si erge in una torre quadrata di quell'edificio[1] La Scala del Bramante, con colonne doriche in granito e pavimentazione a spina di pesce, è stata progettata per permettere all'uomo e agli animali da soma di salire e scendere senza interruzioni[1] Lo scalone è citato come ispirazione per il progetto di Antonio da Sangallo il Giovane per il passaggio a doppia elica presso il pozzo di San Patrizio ad Orvieto, per risolvere un analogo problema logistico. La scala fu costruita per permettere a Papa Giulio II di entrare nella sua residenza privata mentre era ancora nella sua carrozza, poiché salire le varie rampe in pesanti paramenti papali sarebbe stato oneroso. La moderna scala moderna a doppia elica, anch'essa del Museo Pio-Clementino, comunemente nota come Scala del Bramante, fu progettata da Giuseppe Momo nel 1932 e si ispirava alla Scala del Bramante originale. Questa scala, come l'originale, è a doppia elica, con due gradini che permettono di salire senza incontrare persone che scendono; come per l'originale, lo scopo principale di questo progetto è quello di permettere un traffico ininterrotto in ogni direzione. Circonda la parete esterna di un vano scale largo circa quindici metri e con uno spazio libero al centro. La balaustra che circonda la rampa è in metallo ornamentalmente lavorato. Un baldacchino situato in alto fornisce la luce necessaria per illuminare le scale. La scala si trova alla fine della visita del museo e tutti i visitatori escono da questo percorso.