Villa Emo Capodilista spicca tra le Ville Venete per la sua particolare architettura e posizione: fu costruita attorno al 1580 come casino di caccia su progetto di Dario Varotari, allievo del Veronese, che la affrescò con Eliodoro Forbicini e Antonio Vassillacchi detto l'Aliense. Proprio grazie alla sua funzione originaria, diversa dalla maggior parte delle Ville Venete, gli spazi interni ed esterni sono stati progettati per godere appieno del territorio e della natura: un luogo per ritrovarsi e festeggiare o per rilassarsi a pochi chilometri da Padova e Venezia. Nel 1800 la parete a nord venne chiusa per aggiungere alcune stanze di servizio che ne migliorassero la vivibilità e la rendessero confortevole anche per lunghi soggiorni. Il perimetro è formato da doppie logge anch'esse affrescate che si affacciano sul giardino e che formano una fantastica scenografia. In attesa di venirla a visitare di persona, potete fare una passeggiata virtuale. La particolare combinazione tra geometrie, pitture e paesaggio ha ispirato diverse opere, antiche e contemporanee. Nella loggia terrena di mezzogiorno si leggono ancora le iscrizioni che richiamano una rappresentazione teatrale, l'Adriana una tragedia di Luigi Groto, che pare sia stato un ispiratore del Romeo e Giulietta di Shakespeare. In tempi più recenti invece è stata set del film “The Merchant of Venice” con Al Pacino e Jeremy Irons;