Arquà Petrarca è un comune italiano di 1 833 abitanti della provincia di Padova in Veneto, ubicato ai piedi del Monte Piccolo e del Monte Ventolone. Il tempo sembra essersi fermato ad Arquà Petrarca, il centro dei Colli Euganei che, più di tutti gli altri, mantiene inalterato il fascino antico dei borghi medievali.Arquà Petrarca deve il suo nome a Arquata montium, che significa “Chiostro dei Monti” e al poeta Francesco Petrarca che vi trascorse gli ultimi anni della sua vita. Devi sapere che Arquà Petrarca si è posizionato al secondo posto nella speciale classifica di Kilimangiaro, nota trasmissione della Rai, tra i “borghi più belli d’Italia”.Le sue origini sono molto antiche, infatti nei pressi del Lago Costa è stata ritrovata una stazione palafitticola preistorica risalente all'età del Bronzo.La bellezza e la suggestione del suo centro storico ancora straordinariamente intatto, hanno reso possibile il suo inserimento tra i “Borghi più belli d'Italia”. L'attenzione nel valorizzare i prodotti locali come l'eccellente olio d'oliva gli ha permesso, inoltre, di aderire all'Associazione Nazionale Città dell'Olio e di diventare mèta prestigiosa di un turismo enogastronomico di altissima qualità. Ad Arquà Petrarca, il celebre scrittore e poeta,come già accennato, ha trascorso gli ultimi anni della sua vita. E la sua casa, oggi, è la principale attrazione per chi raggiunge il borgo. Datata Milleduecento e ristrutturata dallo stesso Petrarca a partire dal 1369 – quando gli fu donata dal Signore di Padova Francesco il Vecchio da Carrara -, nel Cinquecento passò nelle mani del nobile padovano Pietro Paolo Valdezocco, che fece costruire la loggetta in stile rinascimentale e la scala esterna, e che fece dipingere le pareti con tempere rappresentati scene ispirate al Canzoniere, ai Trionfi e all’Africa. Oggi, si può visitare lo studiolo in cui il poeta morì, con sedia e libreria originarie. E persino la gatta appartenuta al Petrarca, mummificata e conservata in una nicchia. Ma, ad Arquà Petrarca, da vedere c’è (anche) molto altro. Seppure ogni monumento conservi la memoria del Petrarca: l’Oratorio SS Trinità con la chiesa in cui si recava per pregare, e dove oggi si possono ammirare l’altare ligneo del Seicento con la pala di Palma il Giovane raffigurante la Trinità e il paliotto in cuoio, raffigurante il Cristo risorto, oltre a due pregevoli opere (il quadro di Giovanni Battista Pellizzari e una grande tela del 1670, raffigurante la “Città di Padova nell’atto di rendere omaggio a un vescovo martire”); la Loggia dei Vicari, dove si tenevano le riunioni e le discussioni dei problemi tra i capifamiglia e i Vicari. E poi la Fontana del Petrarca e la sua tomba, un’arca in marmo rosso di Verona che – ricalcando le forme dei sarcofagi romani – contiene le spoglie del poeta.