Il santuario delle sette chiesette fu costruito da Vincenzo Scamozzi, tra il 1605 ed il 1615, su commissione dei nobili veneziani Duodo. Nello stesso periodo costruirono sei cappelle, sul pendio del colle, e l’arco d’ingresso o porta romana, ricorda il pellegrinaggio alle basiliche romane con l’iscrizione: Romanis basilicis pares. La settima chiesetta, il santuario di san Giorgio segna il punto di arrivo della via sacra, ed il posto dove si dice ci sia un fantasma. Qui furono traslati, tre corpi di martiri e le loro reliquie, tra cui quella di San Valentino, patrono degli innamorati, e qui ogni anno il 14 febbraio, molti vengono a fare benedire delle piccole chiavi d’oro.La leggenda racconta, di una donna: Mariangela, che alla fine’ 800 inizi ‘900, di lei si conosce solo il nome, era perdutamente innamorata di un giovane, promesso ad un altra donna. Ogni giorno nella speranza che il suo sogno d’amore si avverasse, la donna portava un giglio bianco al santuario di san Giorgio. Nonostante le preghiere ed i gigli il giovane si sposò. Mariangela, per il dolore salì sulla settima chiesetta e si suicidò, non si sa bene se con il veleno, o gettandosi dal monte. Si dice quindi che il suo fantasma , si aggiri in forma incorporea producendo una nebbiolina, intorno alla chiesetta, e il caso vuole che quasi sempre questa sia ammantata dalla nebbia. Rimane il fatto che questo santuario è bello da vedere comunque, sia per la sua collocazione sopra questo colle, sia perchè le sei chiesette ospitano delle pale pregevoli di Jacopo Palma il giovane.