Incastonato su un piccolo colle ad Oriente del centro cittadino, il complesso monastico, fondato agli inizi del VI secolo dall'abate Servando, ospitò nel 528 Benedetto da Norcia durante il suo viaggio da Subiaco a Montecassino, per questo vi fa tappa la "Via Benedicti", che ripercorre proprio questo viaggio. Ristrutturato completamente ed ampliato nella prima metà del XIII secolo, per accogliere l’ordine delle Damianite di Santa Chiara, presenta ancora oggi la suggestiva articolazione architettonica medioevale, arricchita dalla duecentesca decorazione pittorica della chiesa con figurazioni della vita di Cristo e della Madonna.Nel XV secolo divenne commenda e cappellania fino a che Pio IX lo concesse in enfiteusi e nel 1908 passò in mano private. Agli inizi del secolo fu ristrutturata riportandola alle antiche forme. Dall’ingresso principale si accede ad un piccolo vestibolo, nel cortile interno, decorato da eleganti bifore. La minuscola chiesa consta di un piccolo vano quadrangolare coperto da volta a crociera. Sul fondo si eleva l’altare marmoreo che, come recitano le epigrafi laterali, certamente anteriori al XIII secolo, fu eretto da frate Thomas in onore dei santi Sebastiano e Servando. L’interesse maggiore è sicuramente da ricercare nella decorazione pittorica affrescata con Scene di Santi, della vita di Cristo e della Madonna. Tra i quadri più importanti ricordiamo, affrescata sulla parete d’ingresso, un’Assunzione della Vergine assistita dal Figlio e dagli Apostoli, e due scene della Passione e Morte di Cristo dipinte nel fondo del presbiterio. Sulla parete opposta, una scala in legno immette nel sovrastante oratorio delle monache, accanto ad esso gli ampi saloni dell’aula capitolare, e della dispensa, strutturata intorno al piccolo chiostro altomedievale, con le meravigliose trifore romaniche.