La chiesa di S. Maria in Frosinone, dal 1987 cattedrale della Diocesi, fu edificata sulla sommità del colle dove in epoca romana sorgeva l’acropoli della città. L’edificio, completamente restaurato dopo la seconda guerra mondiale, si presenta oggi in una elegante veste in stile settecentesco. La chiesa, posta sul sito di un antico tempio pagano dedicato a Marte, è di origine paleocristiana e sarebbe stata sede di una Diocesi, che si fuse agli inizi del sec. VIII con quella vicina di Veroli. Alla primitiva costruzione chiesastica se ne sostituì, in epoca medievale, un’altra di stile romanico di cui resta testimonianza nello storico campanile. Il primo documento ufficiale che ricorda la cattedrale risale al 1147.La facciata, anticipata da un’ampia scalinata, è scandita da tre portali. Sulla sinistra si impone l’elegante campanile romanico. L’interno, con pianta a croce latina ed a tre navate, è diviso da una serie di pilastri a tutto sesto. Ad “accogliere” idealmente i visitatore sono le due statue bronzee dei due Papi frusinati, Sant’Ormisda e San Silverio, poste ai lati dell’altare centrale. I due pontefici, padre e figlio, vissero nel VI sec., il primo si adoperò con successo alla riunificazione della Chiesa d’Oriente con quella d’Occidente. La statua di Sant’Ormisda è riprodotta con le mani raccolte al petto: con la destra tiene una croce di ferro mentre con la sinistra regge il libro Epistole Hormisde. L’abside è decorato dall’elegante cattedra episcopale in marmo bianco di Carrara che presenta due rilievi scultorei a tutto tondo e a figura intera dei due Santi Patroni, dal coro dei canonici e dal grande mosaico con la raffigurazione dell’Assunzione della Vergine. L’opera di Carlo Mariani, posta nell’abside nel 1967 si ispira nella decorazione alle miniature medievali della scuola beneventano-cassinese, e costituisce l’apice di un percorso iconografico dedicato alla vita della Vergine e del Cristo. Quest’ultimo di sviluppa in dieci quadri che dal 1963 adornano le pareti della chiesa e sono opere degli artisti Purificato, Fantuzzi, Montanarini, Ceracchini e Colacicchi. A completare questo excursus sulle opere d’arte della chiesa si possono aggiungere le tele del Sarra, collocate nella cappella del SS. Sacramento, i pannelli della Via Crucis e la vetrata policroma della facciata.