Chi cammina lungo il lungomare degli artisti ad Albissola Marina, tra i mosaici di Jorn, Capogrossi e Fontana, non può fare a meno di notare un edificio che porta il nome "Ceramiche Mazzotti". Questo edificio si distingue per i suoi volumi dolcemente curvati ma dai contrasti netti, le superfici punteggiate da finestre, pensiline e balaustre di diverse dimensioni e forme, e i suoi colori che si fondono con l'atmosfera del lungomare.
La Casa Mazzotti è stata progettata nei primi anni '30 dall'architetto bulgaro Nicolaj Diulgheroff con l'obiettivo di unire in un unico edificio la residenza, l'atelier e il negozio di Tullio Mazzotti, fondatore del laboratorio di ceramiche omonimo. Questo edificio rappresenta un esempio unico nell'architettura europea: è infatti l'ultimo esempio di abitazione di stampo futurista giunto intatto fino ai giorni nostri.
Il progetto di questa residenza è stato e continua ad essere avanguardistico nella sua concezione e realizzazione: un luogo in cui conciliare la vita e il lavoro, i cicli naturali e creativi. Il design di Diulgheroff, influenzato dallo spirito futurista, ha permeato ogni aspetto della costruzione: dalle fantasie dei pavimenti agli scaffali espositivi del negozio, dettagli che ancora oggi si possono apprezzare.
Tullio Mazzotti, noto anche come Tullio d'Albisola, è maggiormente riconosciuto con il suo pseudonimo, suggeritogli da Marinetti. Con questo nome ha firmato le sue ceramiche, sculture e poesie che lo hanno reso una figura di spicco nella storia dell'arte italiana. Il forno delle Ceramiche Mazzotti, cuore di questa fusione tra arte e vita, è stato un elemento di continuità tra il secondo futurismo e le sperimentazioni spazialiste, informali e nucleari degli anni '50 e '60, coinvolgendo artisti come Depero, Martini, Fontana e Manzoni.
Ancora oggi, a distanza di quasi cento anni, Casa Mazzotti svolge tutte le funzioni per le quali è stata concepita: è la casa della famiglia Mazzotti, un laboratorio, un negozio e ora anche un archivio dedicato a Tullio d'Albisola.