Esiste una festa a Cutrofiano, la festa d'inverno dei cutrofianesi che ogni 17 Febbraio si celebra con Santa Messa, Processione e “Focare” (falò) nel paese. Il termine ”focara” una derivazione dialettale Salentina, e di altri dialetti meridionali, sta a indicare un falò di legna da bruciare.
Tutt’oggi la tradizione continua,in quasi tutti i comuni del Salento, si creano cumuli di fascine agli incroci delle strade principali, un rito tradizione partecipato da tutti gli abitanti. Il fuoco viene acceso durante la sera della vigilia della festa liturgica di Sant’Antonio abate il 16 gennaio. Intorno a questa pira ardente sono solite trattenersi, per trascorrervi la serata, le famiglie che l’hanno costruita.
Da dove questa tradizione tragga origine non è certa, ci sono correnti di pensiero: forse da antichi riti pagani o forse in ricordo di un terremoto che secoli or sono colpì il Salento. La focara è formata da migliaia di fascine di arbusti, rami di ulivo secchi, in genere si parla che può aver un diametro di circa 20 mt per spingersi in altezza sui 25 metri. Le fascine dai campi vengono trasportate in una piazza di periferia e disposte fino a formare quello che in Salento chiamano “furnieddhru”, una tipica costruzione di campagna che i contadini usavano come deposito. .. Gli abitanti iniziano il lavoro di questa piramide di rami secchi già nei primi giorni di dicembre.
Si calcolano un centinaio di falò costruiti in tutto il Salento, specialmente d’inverno, per riscaldare le fredde notti dei pellegrini nel giorno della festa del paese. La focara come detto sopra trae probabilmente la sua origine da un evento disastroso che colpì il salento molti secoli addietro: il terremoto (come ad Acquarica di Lecce) o uragano (a Martignano). Il fuoco quindi, come simbolo universale, alla fiamma sono associati, per esempio, il sacro, l’amore, il sesso, la luce, la gloria e la purificazione. Altre Focare da segnale sono ad esempio quella di San Marzano (TA) nella provincia jonica segnaliamo il grande “Zjarr i Madhe il falò più grande e antico d’Italia.
Il termine Zjarr i Madhe significa fuoco grande.
Ha origini verso il 1600, la particolarità di questo rito è che viene fatto in corteo con 50 cavalli che trasportano le fascine di rami secchi, i fedeli poi a loro volta trasportano tronchi per più di 3 km, sino ad arrivare al punto della costruzione della focara.. Alcuni cavalli poi, si inginocchiano davanti al Santo Patrono San Giuseppe. È questa una tradizione unica in Italia che attira turisti da tutto il mondo.