La Cattedrale dei Santi Pietro e Donato, risalente al XIII secolo, merita una visita per la bellezza custodita al suo interno: tra le slanciate navate spiccano le colorate vetrate del ‘500 realizzate da Guillaume de Marcillat, il bellissimo affresco della Maddalena opera di Piero Della Francesca e la Madonna del Conforto: a proposito di quest’ultima si racconta che nel 1796 era annerita ma in seguito alle suppliche rivoltegli da tre fedeli per salvare la città dal terremoto in atto, la Vergine tornò a splendere e le scosse telluriche cessarono. La Cattedrale, oggi Duomo di Arezzo, è il principale luogo di culto della città e fu edificato sopra un'antica chiesa paleocristiana. Decisiva per la nascita del Duomo fu la visita del pontefice Gregorio X nel dicembre del 1275, di ritorno dal Concilio di Lione. Il Papa infatti, gravemente malato, morì ad Arezzo il 10 gennaio lasciando la somma di trenta fiorini d’oro destinati alla costruzione della nuova Cattedrale. I lavori furono avviati nel 1278dal vescovo Guglielmino degli Ubertini e terminarono solo nel 1511. La facciata esterna, rimasta spoglia per secoli, fu sistemata come la vediamo attualmente tra il 1900 e il 1914. L’interno a tre navate, con cinque campate scandite da pilastri a fascio, è caratterizzato da un’abside poligonale. All'interno del magnifico Duomo sono custodite moltissime opere di grandi artisti legati alla città di Arezzo. Tra queste troviamo l’affresco della Maddalena di Piero della Francesca, dipinto intorno al 1460 nella navata sinistra. È monumentale il complesso dell’altare maggiore, documentato sin dal 1362. Il coro ligneo è stato disegnato nel 1554 da Giorgio Vasari. All’illustre aretino spetta anche il disegno del basamento dell’organo lungo la navata sinistra. Oggi fa da cornice alla Madonna con il Bambino, pregevole scultura lignea della metà del XIII secolo. Importanti trasformazioni all’originario assetto della Cattedrale furono apportate intorno al 1810, con l’intenzione di creare un “percorso interno” capace di esprimere la continuità della storia della chiesa aretina, e che ha il momento culminante nella cappella della Madonna del Conforto, la cui immagine sacra secondo la tradizione sarebbe legata ad un miracolo verificatosi nel XVIII secolo. All’interno della cappella sono state collocate – dopo essere state prelevate da altre chiese cittadine – le grandi pale di Andrea Della Robbia. Il Duomo è un luogo molto importante per gli abitanti della città. Durante la Giostra del Saracino infatti, il quartiere che ha vinto la competizione sfila con la Lancia d'oro per le vie della città fino a raggiungere, come ultima tappa, la grande Cattedrale del Duomo: qui i quartieristi invocano un canto di ringraziamento alla Madonna del Conforto o a San Donato prima di rientrare alla sede del proprio quartiere.