A circa cinquecento metri dalla Madonna del Castello, sempre nel comune di Almenno San Salvatore, troviamo la chiesa di San Giorgio. Si tratta di un edificio romanico a struttura basilicale a tre navate, risalente al XII secolo.L’edificio, dalla solida architettura, conserva all’interno uno splendido ciclo di affreschi del XII e XII secolo: vi spicca, tra l’altro, un grande San Giorgio su un cavallo bianco. Questi affreschi sono considerati il più importante esempio di pittura medievale bergamasca.Si tratta di opere di grande bellezza, che testimoniano le diverse sensibilità e capacità artistiche dei momenti i cui sono stati realizzati e nell’insieme costituiscono uno scenario policromo di grande impatto visivo. Alcuni di questi affreschi, quali la Maestà nell’abside e i simboli dei quattro evangelisti, i più antichi, sono particolarmente deperiti e appena leggibili, ma i loro resti ne fanno intuire la bellezza originaria. Il simbolismo che presiede alla Maestà, richiama gli affreschi più antichi dei secoli XII-XIII: sono espressione di un linguaggio romanico con riflessi bizantineggianti, opere di artisti di area bergamasca, come alcuni santi affrescati su pilastri, strappati per tutelarne la conservazione. Non c’è una documentazione certa sulla sua fondazione; l’unica data sicura è il 1171, quando risulta che la chiesa esisteva già fondata dal vescovo di Bergamo, l’unico in grado di sostenere la costruzione di un edificio ecclesiale in un territorio a lui sottoposto, per rispondere alle nuove esigenze devozionali e liturgiche di una popolazione in crescita. La chiesa fu costruita in due momenti, come è possibile notare dalla diversità dei materiali e delle tecniche utilizzate: migliori e più curati nella prima tessitura muraria in arenaria rispetto alla seconda in borlanti.Durante la peste manzoniana del 1630 San Giorgio, in posizione isolata con il suo piccolo cimitero, divenne la Chiesa dei Morti, mantenendo questa funzione anche dopo la fine della peste, con una devozione e una attenzione maggiore per la manutenzione dell’edificio, così che gli affreschi superstiti si salvarono.a facciata presenta una doppia coloritura dovuta ai diversi materiali usati nelle due fasi di costruzione dell’edificio: la parte inferiore in blocchi di arenaria ben squadrati e la parte superiore in materiale meno nobile, calcareo e di colore chiaro quasi bianco. L’abbinamento dei due colori, forse un unicum nell’architettura sacra, testimonia i due momenti costruttivi senza nulla togliere alla bellezza dell’edificio.l disegno dell’abside è di grande eleganza e leggerezza per le sottili colonnine che delimitano le nicchie e incorniciano le finestrelle.